Fino a 5 mln italiani incontinenti, 3 su 4 si nascondono ma guarire si può

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Milano, 17 ott. (Adnkronos Salute) - Tra 2 e 5 milioni di italiani combattono ogni giorno con l'incontinenza urinaria. Un problema che vivono con imbarazzo, sconforto, umiliazione e ansia, tanto che solo il 25% ne parla al medico e decide di iniziare una terapia. Appena uno su 4, mentre gli altri 3 si nascondono. Ma che sia 'da sforzo', come accade in particolare alle donne complici la gravidanza, il parto e la menopausa, o 'da urgenza' come succede spesso agli uomini per l'ingrossamento della prostata, "un dato è certo: l'incontinenza è sempre curabile", assicurano gli esperti della Società italiana di urologia, che in occasione del 95esimo Congresso nazionale Siu in corso a Riccione fanno il punto sulle strategie percorribili: dagli stili di vita alla ginnastica riabilitativa, dai farmaci alla chirurgia. "Le soluzioni esistono e sono efficaci", garantiscono gli specialisti.

L'incontinenza urinaria - spiegano - colpisce soprattutto le donne (una su 5 intorno ai 50 anni), ma la differenza con gli uomini si annulla superati i 75 anni, quando il disturbo affligge in misura uguale i due sessi. Un problema le cui dimensioni potrebbero essere ancora più vaste di quanto noto, considerando appunto l'altissimo numero di persone che per pudore tacciono anche davanti al dottore. "La paura di non riuscire a controllare la vescica è invalidante - sottolinea Antonio Rizzotto, presidente Siu e direttore del Dipartimento di Urologia dell'Asl di Viterbo, Ospedale Belcolle - Chi soffre di incontinenza urinaria vive in un perenne stato di tensione e di vergogna: evita l'intimità sessuale, limita gli spostamenti, non può fare programmi a lunga scadenza. La sua qualità della vita è bassissima. Ecco perché diventa fondamentale rivolgersi al più presto al medico di base e in seguito all'urologo, affinché individui rapidamente la strategia terapeutica più adatta a evitare o ridurre questa malattia".

Gli approcci possibili per evitare o ridurre l'incontinenza devono sempre tenere conto del singolo paziente per interventi personalizzati e su misura. "Possono basarsi su piccoli cambiamenti delle abitudini nella vita quotidiana (perdere qualche chilo di troppo, bere in modo regolare e normalizzare le pause tra una minzione e l'altra) - illustra Rizzotto - oppure su tecniche di riabilitazione che puntano a rafforzare i muscoli del pavimento pelvico (esercizi di Kegel). Ma se l'urologo lo ritiene opportuno, si può ricorrere ai farmaci e anche alla chirurgia, più o meno invasiva a seconda del grado di incontinenza".

"I pazienti pensano di essere 'condannati' a portare per sempre il pannolone perché il loro problema non si risolverà mai, invece non è affatto così - insiste il presidente Siu - Esistono in effetti casi estremi in cui il pannolone va indossato a vita, ma sono per l'appunto casi estremi. Nella stragrande maggioranza dei casi l'incontinenza è curabile, anzitutto attraverso i farmaci".

La tipologia più facilmente trattabile e risolvibile con le medicine è quella da urgenza, che in genere ha origine della vescica e si manifesta con uno stimolo talmente impellente e imperioso che non si fa in tempo ad arrivare in bagno. E' prevalente negli uomini, ma può comparire anche nelle donne. "La farmacologia oggi mette a disposizione prodotti sempre più efficaci e compatibili con altre terapie che si seguono ogni giorno. Si tratta di terapie che regolarizzano la contrazione della vescica, diminuendola. Infatti quando la vescica è iperattiva, cioè si contrae in modo 'anarchico' e non invece quando dovrebbe, provoca il problema. I farmaci di elezione appartengono in questo caso della classe dei parasimpaticolitici o dei beta agonisti", dettaglia Rizzotto.

Ma anche l'incontinenza da sforzo, dovuta al fatto che lo sfintere non si chiude come dovrebbe per cui basta un colpo di tosse, uno starnuto o prendere in braccio un bambino per perdere gocce di urina, è curabile. Interessa tipicamente le donne, ma può insorgere anche negli uomini che hanno subito un intervento di rimozione totale della prostata per un tumore. Per questa forma di incontinenza, "la via terapeutica più efficace è sicuramente la fisioterapia indirizzata sul rafforzamento dei muscoli del pavimento pelvico", rimarca l'esperto. "Non dimentichiamo, infine - conclude - che anche l'incontinenza totale si può risolvere grazie all'impianto di uno sfintere artificiale, una protesi collaudata ormai da decenni che consente di liberarsi una volta per tutte del problema".