Fimmg Veneto, morta Samar Sinjab primo medico famiglia in regione


  • Adnkronos Salute
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Roma, 9 apr. (Adnkronos Salute) - Medici di medicina generale "militi non ignoti ma ignorati. E alla fine è successo: anche il Veneto ha il suo medico di famiglia caduto. Stamani alle 8.30 è morta nel reparto di terapia intensiva di Treviso, dove era ricoverata da diverse settimane, la dottoressa Samar Sinjab. La collega - ricorda in una dura nota la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) del Veneto - esercitava a Mira e, nonostante avesse importanti fattori di rischio, ha continuato ad assistere i suoi pazienti con dedizione. Per la Fimmg del Veneto e per tutti i medici di famiglia della regione - afferma Domenico Crisarà, segretario regionale Fimmg - questo è un momento duro".

"Ci eravamo illusi che, anche con situazioni preoccupanti come quella di Samar e di altri colleghi, eravamo riusciti ad evitare che anche in Veneto ci fossero medici di famiglia morti. E' evidente che quello che abbiamo fatto non è stato sufficiente - aggiunge Crisarà - ma è altrettanto evidente che questa morte, le altre situazioni gravi e le contaminazioni dei medici di medicina generale è prima di tutto il risultato della scarsa attenzione che numerose aziende sanitarie, tra cui la Ulss veneziana primeggia insieme a Vicenza e Verona, hanno dedicato ai medici di famiglia e di continuità assistenziale. Forniture assolutamente inesistenti di dispositivi di protezione, nessuna prevenzione, se non in queste ultime settimane, attraverso l'esecuzione di tamponi con tempi di refertazione che superano spesso i 10 giorni e che non vengono ripetuti con nonostante il contatto continuo con i pazienti, hanno portato a questa giornata di lutto".

Quello che "non sono mancate sono state le innumerevoli circolari e linee guida (spesso in contraddizione tra loro) di cui ci hanno inondato", prosegue il segretario regionale. "Non è da dimenticare la direzione della Protezione civile che non solo non ci ha tenuto in nessuna considerazione - dice Crisarà - ma ha anche tentato di requisire i dispositivi che Fimmg ha acquistato autonomamente. Nonostante tutto questo è il momento del fare, ma quello che è certo che Fimmg, quando l'emergenza sarà finita, chiederà conto di tutte le condotte omissive di chi sta comodamente seduto a metri di distanza dalle persone, dietro una scrivania, con una mascherina ad alta protezione facendosi ripetere tamponi di fatto inutili".