Fimmg, 'da medici famiglia meno positivi ma resta caos burocrazia'

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Roma, 3 feb. (Adnkronos Salute) - Con il calo della curva pandemica si riduce, lentamente, anche il numero di positivi seguiti dai medici di famiglia che aveva registrato nelle ultime settimane percentuali anche doppie di assistiti infettati da Sars-Cov-2 rispetto alle altre ondate, con un aumento elevatissimo del carico di lavoro più volte denunciata dei rappresentati dio categoria. "Quello che non si riduce però è il carico burocratico, perché la massa di positivi in età lavorativa sta producendo una richiesta di procedure e certificazioni enorme che assorbe molte ore ed energie e fa crescere il disagio dei professionisti che devono dare risposte ai loro assistiti". Lo spiega all'Adnkronos Salute Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) secondo il quale "servono, rapidamente, sistemi di semplificazione informatica".

"Non si capisce, per esempio, perché sistemi informatici che formalizzano l'isolamento non possono essere trasmessi direttamente all'Inps per giustificare che quel paziente è in isolamento per Covid. Abbiamo bisogno, al più presto possibile, di una semplificazione perché i cittadini hanno noi come unico punto di riferimento per i chiarimenti che, molte volte, non siamo in grado di dare rispetto a tutti i profili. Per esempio: ci chiedono certificati di guarigione che però non possiamo produrre senza un attestato di isolamento che, in linea teorica, dovrebbe fare il Dipartimento di prevenzione, perché l'isolamento è una procedura di polizia sanitaria".

I dipartimenti però "non ce la fanno a fare tutto". E, tra le tante procedure necessarie, "si crea il caos". I medici di famiglia, inoltre, "non hanno 'un numero rosso' a cui chiamare quando c'è un caso limite di un paziente da risolvere", conclude.