Fimmg, 'con sì Regioni ad accordo medici famiglia stop a dubbi su dipendenza'

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Roma, 29 apr. (Adnkronos Salute) - "L'intesa unanime da parte delle Regioni sull'accordo collettivo nazionale mette fine ai dubbi sul convenzionamento dei medici di medicina generale con il Servizio sanitario nazionale per una medicina di famiglia sempre più efficace ed efficiente". A dirlo Silvestro Scotti, segretario generale del sindacato maggioritario dei medici di medicina generale (Fimm), dopo il via libera di ieri della Conferenza Stato-Regioni agli accordi collettivi nazionali 2016-2018 (in ritardo ma necessari per avviare nuove trattative) dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta siglato dai sindacati e dalla Sisac, ente rappresentativo della parte pubblica. Ultimo atto, quello di ieri, necessario all’entrata in vigore dell’accordo, sottoscritto il 20 gennaio scorso, su cui era già stato acquisito il parere positivo del Comitato di settore, del Governo e la certificazione della Corte dei conti.

Si è trattato, continua Scotti, di "una decisione unanime che sposa la ferma convinzione espressa da sempre di avere una medicina generale di prossimità al cittadino, efficace ed efficiente grazie al suo rapporto di convenzione", e non di dipendenza come è stato ventilato anche da parte delle Regioni nei mesi scorsi, "che valorizza l’autonomia e la massima duttilità dell’assistenza erogata ai pazienti". Serviranno ora "le risorse economiche e umane - sottolinea Scotti - anche per sostenere un contenuto di professionalità in area medica, ma soprattutto per sburocratizzare il sistema e realizzare una giusta suddivisione dei carichi dei lavori con personale amministrativo e sanitario che sia di supporto ai medici di famiglia attraverso un finanziamento specifico".

In questo senso Fimmg si affianca alle Regioni rispetto alla richiesta di maggiori risorse specifiche per una piena attuazione dell'accordo a fianco di progetti legati al Pnrr. L'obiettivo è preservare domiciliarità, prossimità e fiducia come valori di un Ssn uguale per tutti, dalla grande metropoli al piccolo comune.

"Il ruolo unico per i medici di medicina generale che viene proposto - conclude Scotti - può dare soluzione anche alla carenza dei medici con la possibilità di un'evoluzione diretta del medico di continuità assistenziale in funzioni fiduciarie non più a ore, bensì a quota capitaria con percorsi che permettano di sburocratizzare anche l’accesso alla funzione di medico di famiglia sempre più carente sui territori per la mancata programmazione e la sempre più diffusa demotivazione. Riteniamo che quindi questa intesa debba essere il volano fiduciario per chi sceglie questa funzione del Ssn e speriamo che le progettualità e gli investimenti in tal senso di Governo e Regioni lo dimostrino dando contenuto ai contenitori del Pnrr".