Fimmg, bene ok a Ddl anti-violenza, ora iter celere alla Camera


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Roma, 26 set. (AdnKronos Salute) - "Abbiamo la prima metà di una buona notizia, ora aspettiamo che arrivi l'altra metà. E' necessaria una calendarizzazione celere alla Camera per concludere l'iter. Solo a quel punto potremo esultare per qualcosa che sollecitiamo da anni e che ritengo debba presto essere estesa anche ad altre categorie a rischio". Così Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg e presidente dell'Ordine dei medici di Napoli, all'indomani del primo via libera al Ddl per la sicurezza degli operatori sanitari, approvato dal Senato.

Da più di 5 anni Scotti, come presidente dell'Ordine partenopeo, mette in campo iniziative per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema delle aggressioni ai danni dei medici e di tutti gli operatori della sanità. Iniziative shock come la distribuzione di simboliche pettorine antiproiettile nei pronto soccorso di prima linea a Napoli o la provocazione social 'Picchiate me'.

Scotti invita ora il presidente della Camera Roberto Fico a concordare con i capogruppo dei vari partiti e le commissioni deputate una "calendarizzazione celere della discussione per far sì che l'iter possa concludersi nel più breve tempo possibile". Essenziale sarà "non perdere lungo la strada alcuna delle prerogative di questo disegno di legge. L'aggravio delle pene - evidenzia - è un aspetto importante, ma lo è soprattutto la procedibilità d'ufficio".

Per Scotti, che per questo ha chiesto "un impegno forte del presidente Fico", "siamo al cospetto di un'importante sfida di civiltà e, lo ribadisco, credo fermamente che il legislatore debba guardare con altrettanta cura anche ad altri lavoratori che quotidianamente sono esposti al rischi di violenza".

"Chi lavora al servizio della collettività - conclude il segretario della Federazione italiana medici di medicina generale - deve poter contare nell'esercizio delle sue funzioni su uno status paragonabile al Pubblico ufficiale. In considerazione delle grida di allarme che arrivano sulle stesse problematiche dagli operatori della scuola e da quelli dei trasporti, forse è il caso di rieducare quest'Italia ripartendo dai banchi di scuola con il ripristino di insegnamenti come l'educazione civica. Materie che facciano comprendere cosa significa tutelare chi lavora per la comunità civile, proposta sostenuta in questi giorni anche da un protocollo d'intesa tra Cittadinanzattiva e ministero dell'Istruzione".