'Film-terapia' per autismo, ambulatorio al Ruggi di Salerno


  • Adnkronos Salute
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Salerno, 4 ott. (AdnKronos Salute) - E' stato inaugurato oggi presso l'azienda ospedaliero-universitaria Ruggi di Salerno l'ambulatorio dedicato esclusivamente alla videoterapia e al 'therapeutic filmmaking' per i disturbi dello spettro autistico.

Il progetto 'Videoterapia e disturbi dello spettro autistico' nasce all'università degli Studi di Salerno dal lavoro di ricerca sull'efficacia delle immagini di Anna Chiara Sabatino, 28 anni, dottore di ricerca in Scienze della comunicazione e regista di documentari. Sabatino, insieme a Valeria Saladino, 29 anni, psicologa e dottoranda all'università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, e a Grazia Pastorino, 36 anni, specializzanda in Neuropsichiatria infantile presso l'Aou Salerno, ha costituito il primo nucleo di un gruppo di ricerca per lo sviluppo di un progetto sperimentale interdisciplinare, orientato all'applicazione di nuove metodologie per i trattamenti terapeutici per i pazienti autistici.

Basandosi sulle teorie e le pratiche più avanzate della medicina narrativa contemporanea, che pone al centro la comunicazione, la narrazione e la comprensione delle diverse storie di quanti intervengono nella malattia e partecipano al processo di cura, l'équipe ha elaborato e proposto un primo studio clinico, che già vede l'approvazione del Comitato etico Campania Sud e dell'Istitutional Review Board dell'università di Cassino e del Lazio Meridionale. Secondo una metodologia innovativa, che coniuga insieme le tecniche del documentario partecipativo e del counseling strategico breve, il team segue costantemente con le macchine da presa le azioni e le comunicazioni tra i partecipanti, osservando così da vicino le dinamiche familiari e mostrando poi loro le problematiche comportamentali su cui è necessario intervenire. I genitori sono coinvolti in prima persona in sedute di parent training e i giovani pazienti sono incitati a diventare sceneggiatori, registi e protagonisti di un cortometraggio autobiografico, definito 'videofarmaco', che racconta la storia della loro esperienza di cura.

Il 'therapeutic filmmaking', ossia il processo di fare il film in cui i partecipanti sono coinvolti, è l'elemento metodologico più innovativo e allo stesso tempo più efficace del protocollo proposto dal giovane gruppo di ricerca. Gli outcome valutati prima e dopo la partecipazione al progetto sono stati estrapolati dalla somministrazione di test standardizzati che hanno tenuto conto di diverse aree. Di sicuro, spiegano gli ideatori, "quello che possiamo definire miglioramento delle prestazioni ha riguardato le aree sociali, della comunicazione, dell'adattività e l'impatto sul sistema famiglia". Il gruppo di ricerca ha concluso con successo i primi trattamenti e sta adesso lavorando per ampliare il campione.