Fibrillazione atriale, la terapia anticoagulante va discussa col paziente


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • L’uso di uno strumento per il processo decisionale condiviso (shared decision making, SDM) migliora la qualità del colloquio e la soddisfazione del medico, senza influire significativamente sulla scelta del trattamento o sulla durata dell’incontro col paziente.
  • L’implementazione di questo tipo di strumento può facilitare la personalizzazione della terapia anticoagulante in pazienti con fibrillazione atriale (FA) non valvolare.

 

Descrizione dello studio

  • Lo studio SDM4AFib (Shared Decision Making for Atrial Fibrillation) ha reclutato 922 pazienti con FA non valvolare che consideravano di iniziare o stavano rivedendo la terapia anticoagulante.
  • Gli incontri sono stati randomizzati (1:1): un gruppo di pazienti ha effettuato incontri standard mentre l’altro ha utilizzato un nuovo strumento per lo SDM (Anticoagulation Choice Shared Decision Making tool).
  • Lo strumento presenta stime di rischio individualizzate e confronta le opzioni di trattamento con questioni importanti per il paziente.
  • Sono stati valutati la qualità dell’incontro (comunicazione, conoscenza riguardo a FA e terapia anticoagulante e accuratezza della stima del rischio di ictus da parte del paziente, soddisfazione), la durata e il coinvolgimento nel SDM.
  • Fonte di finanziamento: National Heart, Lung, and Blood Institute/NIH.

 

Risultati principali

  • I partecipanti di entrambi i gruppi hanno riportato un’alta qualità di comunicazione col medico, e dimostrato una buona conoscenza del problema, ma una bassa accuratezza nella percezione del rischio individuale.
  • Sono stati riportati pochi conflitti nella decisione in entrambi i gruppi e l’85,6% dei pazienti ha deciso di iniziare o continuare la terapia anticoagulante.
  • I medici erano significativamente più soddisfatti dopo incontri che avevano utilizzato lo strumento per lo SDM (88,3% contro 61,8%; RR 1,49).
  • Il punteggio relativo al coinvolgimento del paziente era significativamente più alto nel gruppo di intervento.
  • Non sono state riscontrate differenze significative tra i gruppi nella durata dell’incontro (32±16 minuti nel gruppo di intervento contro 31 minuti±17).

 

Limiti dello studio

  • Possibile bias di selezione.

 

Perché è importante

  • La FA è l’aritmia cardiaca osservata più di frequente nella pratica clinica.
  • La FA si associa al rischio di ictus, che può essere ridotto con l’uso di anticoagulanti.
  • Circa metà dei pazienti a rischio non inizia la terapia anticoagulante per vari motivi quali mancanza di consapevolezza, preoccupazione riguardo al rischio di emorragia o di interazioni tra farmaci o per la necessità di controlli periodici.