Fiaso, in 10 anni perso 6% organici, è ora di tornare ad assumere

  • Univadis
  • Adnkronos Sanità
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Roma, 8 giu (Adnkronos Salute) - "Negli ultimi dieci anni a causa del blocco del turnover e dei tetti di spesa per il personale, il Servizio sanitario nazionale ha perso oltre il 6% degli organici. E' ora di sbloccare i vincoli di spesa e di tornare ad assumere". Questa, in sintesi, la denuncia-monito lanciata dal presidente della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) Giovanni Migliore, in occasione del convegno "I valori del Servizio sanitario nazionale e le sfide della post pandemia. Dal Pnrr al DM 71", organizzato da Fiaso e Asl di Teramo.

Nell’incontro, che si è svolto a Teramo, con il coinvolgimento di istituzioni, direttori generali delle Asl della Regione Abruzzo, professionisti e attori della governance socio-sanitaria, e l'intervento in collegamento video del ministro della Salute Roberto Speranza, è stata ribadita dunque l’importanza della valorizzazione delle risorse umane in sanità. Risorse rispetto alle quali il presidente Fiaso ha parlato di “emorragia che continua ogni anno quando vanno in pensione, tra quota 100 e limiti di età, più di 20mila tra medici e infermieri a fronte di soli 14mila tra nuovi specializzandi e neolaureati in infermieristica. È chiaro che - ha detto Migliore - si è stratificato nel tempo un grosso divario tra assunzioni e cessazioni, che ha impoverito gli ospedali e le Asl e a cui dobbiamo cercare di far fronte".

"Alla norma che consente la stabilizzazione di medici, infermieri e operatori sanitari in servizio durante l’emergenza Covid, proposta da Fiaso e inserita nella Legge di Stabilità grazie al lavoro del Governo e del ministro Speranza - sostiene il presidente Fiaso - va aggiunta l’eliminazione dei vincoli di spesa per il personale: i costi di oggi sono ancorati e parametrati agli stessi del 2004. È necessario sforare questi tetti, ormai fuori tempo, e investire sui professionisti per colmare la grossa carenza di personale e per affrontare le nuove sfide del Pnrr. Solo così potremo assumere a tempo indeterminato tutti i precari reclutati nel corso della pandemia e recuperare 20 anni di blocchi. Questo significherà poter investire ancor di più in formazione, skill-mix, nuove competenze. Il Pnrr è una grande iniezione di salute - ha sottolineato - che sulla sanità di prossimità sarà efficace solo impareremo, insieme agli enti locali, a prenderci cura dei nostri cittadini”.

Maurizio Di Giosia, direttore generale della Asl di Teramo e coordinatore Fiaso Abruzzo, ha proseguito ricordando come il Pnrr rappresenti “un piano di grande rilancio e potenziamento, verso un innovativo modello organizzativo dell’assistenza sanitaria territoriale. La rinnovata attenzione al territorio può essere la leva per una reale e più completa applicazione dei valori di universalità, uguaglianza ed equità a cui si ispira il Servizio sanitario nazionale. Siamo convinti che l’Asl di Teramo, con il suo territorio, possa giocare in questa fase un ruolo di straordinario laboratorio. A Teramo, infatti, si stanno concentrando una serie di elementi di novità organizzativa e gestionale che vedono, accanto al progetto per la realizzazione di un nuovo ospedale per acuti una riforma della sanità territoriale da noi iniziata in anticipo con un progetto sperimentale per la gestione degli anziani fragili e infine la progettazione del nuovo polo della fragilità”.