Fiaso, 'ancora aggressioni in pronto soccorso, intervenire subito'

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Roma, 21 giu. (Adnkronos Salute) - "Gli 'eroi' della pandemia, quegli stessi medici, infermieri e operatori di pronto soccorso che salvavano vite durante l’emergenza Covid, sono tornati a essere bersaglio di attacchi e violenze. Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza all’azienda Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo per l’aggressione di cui sono stati vittime, ieri notte, un medico del pronto soccorso e una guardia giurata". Così il presidente della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), Giovanni Migliore, in merito alle recenti aggressioni all'ospedale di Palermo.

"Sono gli ennesimi, intollerabili, atti di violenza nei confronti degli operatori del servizio sanitario, che si uniscono a una situazione già precaria, dovuta alla grave carenza di personale", continua Migliore. "Lavorare nei pronto soccorso è oggi sempre più difficile: non solo perché mancano all’appello 4mila medici, ma anche e soprattutto per l’inadeguatezza dell’assistenza sul territorio. Nella maggior parte dei pronto soccorso italiani, infatti, quasi il 60% degli interventi richiesti riguarda codici verdi e bianchi ovvero casi di lieve entità che potrebbero essere curati fuori dall’ospedale attraverso la medicina di base e che, invece, contribuiscono all’iperafflusso nelle strutture di emergenza-urgenza".

I pronto soccorso, conclude Migliore, "rappresentano un faro nella notte sempre acceso: i cittadini si rivolgono pensando di avere subito una risposta che non riescono a trovare altrove. Occorre intervenire subito potenziando l’assistenza territoriale e reclutando personale a tempo indeterminato, anche ricorrendo a medici non specialisti per fronteggiare l’emergenza".