Federspecializzandi a Grillo, 'non ci stiamo a tamponare carenze'


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Roma, 8 lug. (AdnKronos Salute) - Dai giovani medici in formazione un secco no "a forme contrattuali ibride e canali paralleli che porterebbero gli specializzandi ad assumersi responsabilità per le quali non sono preparati e rischi in assenza di adeguate tutele". A dirlo al ministro della Salute Giulia Grillo è Mirko Claus, vicepresidente vicario di Federspecializzandi, nel corso del suo intervento alla maratona per il Patto della Salute 2019-21. Gli specializzandi non ci stanno, insomma, a "essere usati come strumento sostitutivo per tamponare la carenza di specialisti" in corsia.

Già oggi, secondo le stime, sono circa 8 mila gli specialisti mancanti nel Ssn. Se alcune regioni hanno fatto ricorso ai medici in pensione per dare respiro ai reparti ospedalieri in affanno, l'ipotesi di ricorrere agli specializzandi degli ultimi anni - prevista nel decreto Calabria - non piace ai diretti interessati. "Un sistema che ci esporrebbe a rischi a cui non corrispondono adeguate tutele - ha detto Claus - e ad assumerci responsabilità per le quali non siamo preparati". Dubbi sul ricorso degli specializzandi anche dall'Aiom (Associazione italiana oncologia medica), che con Roberto Bordonaro ha sottolineato come la formazione oncologica si concentri in effetti proprio negli ultimi due anni.

La soluzione, per Federspecializzandi, è una: "I contratti di specializzazione devono corrispondere al numero di laureati". Niente più gap o imbuti formativi, ma soprattutto va riconosciuto "il diritto dei giovani medici a svolgere al meglio la loro professione".