Fecondazione, -20% nascite Pma per effetto pandemia, appello esperti a Governo

  • Univadis
  • Adnkronos Sanità
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Roma, 9 nov. (Adnkronos Salute) - Culle sempre più vuote in Italia, dove per la prima volta lo scorso anno si è scesi sotto le 400mila nascite. Non solo. Nel nostro Paese, per effetto della pandemia Covid-19, dal 2019 al 2020 si è ridotto anche il ricorso alla medicina della riproduzione, con un calo del 19% dei cicli di fecondazione effettuati e del 20% dei bambini nati vivi (3mila in meno), come certificato dalla Relazione al Parlamento del ministero della Salute sulla legge 40. Un'inversione di tendenza rispetto alla continua crescita che si registrava fino al 2019. Alla luce di questi dati, la Società italiana di fertilità e sterilità-Medicina della riproduzione (Sifes-Mr), riunita per il suo congresso annuale a Roma, al via domani, lancia un appello al nuovo Governo a sostenere i servizi di procreazione medicalmente assistita (Pma) in Italia, riaprendo come prima cosa il capitolo sulle tariffe dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) relativi a questo settore, bloccate dalla scorsa legislatura.

L'infertilità in Italia riguarda circa il 15-20% delle coppie. E "la grande incertezza sociale legata a questo delicatissimo periodo storico - sottolinea il presidente Sifes-Mr, Filippo Maria Ubaldi - è uno dei motivi per cui in Italia le coppie cercano una gravidanza sempre più tardi: dal 2010 a oggi l'età media al parto delle donne italiane è salita da 31,1 a oltre 33 anni ed è stato costante anche l'aumento dell'età della donna all'inizio della ricerca di un figlio. E' proprio l'età materna avanzata la principale causa di infertilità. Quando la necessità è quella di cercare una gravidanza più sicura e più rapidamente, perché l'età avanza e i tentativi spontanei non raggiungono i risultati sperati, si deve riconoscere l'importante ruolo della Pma, ma soprattutto diffondere la corretta informazione su questo tema e assicurare un corretto ed esteso accesso ai centri specializzati in tutta Italia", afferma Ubaldi.

"L'Italia si trova nella morsa di una drammatica riduzione delle nascite - osserva Luca Mencaglia, coordinatore del Tavolo tecnico per la ricerca e la formazione nella prevenzione e cura dell'infertilità istituito presso il ministero della Salute e presidente della Fondazione Pma - e l'apporto della Pma potrebbe essere molto maggiore se si dedicassero a questa disciplina più fondi. Pur avendo dato vita a un tavolo tecnico ad hoc, che potesse analizzare e risolvere i problemi relativi al mondo della fecondazione assistita e al quale abbiamo partecipato con entusiasmo, e nonostante il Governo precedente abbia stanziato 234 milioni di euro per la tariffazione dei Lea introdotti nel 2017, il decreto tariffe è rimasto arenato - denuncia - così come sono ferme le misure che avevamo proposto per facilitare la donazione di gameti anche nel nostro Paese. Occorre un'azione decisa per invertire la rotta - è il monito - e venire incontro alle esigenze delle coppie con problemi di infertilità, costrette ancora oggi a spostarsi in altre regioni o all'estero per tentare di raggiungere l'obiettivo di avere un figlio".

Se non ci sarà un intervento da parte del nuovo Governo, "queste coppie - prosegue Ubaldi - continueranno a essere discriminate in base al luogo dove vivono, e le strutture proseguiranno a erogare servizi a macchia di leopardo, con tutte le disuguaglianze che ne conseguono: una miopia tutta italiana".

Il tavolo ministeriale ha lavorato per attribuire una tariffa a ogni prestazione di Pma prevista nei Lea. "Si è arrivati alla definizione di costi ragionevoli per prestazioni anche molto avanzate - fa notare Mencaglia - predisponendo l'introduzione nei Lea di nuove prestazioni con relative tariffe finora completamente ignorate come la diagnosi genetica preimpianto e il congelamento e scongelamento di gameti ed embrioni. L'obiettivo era per tutti quello di ottenere un sistema omogeneo e funzionale anche alla ripresa delle nascite in Italia. Al momento, però, la speranza che qualcosa possa cambiare è sfumata".

Nel corso del congresso Sifes, società scientifica presente nell'elenco ufficiale dal ministero della Salute, oltre alle tematiche socio-politiche verranno naturalmente approfonditi argomenti medico-scientifici come i test diagnostici 'accessori' alla Pma: funzionano?; la gravidanza dopo fecondazione assistita: multipla, con complicanze, con uno sguardo alla salute dei bambini nati da queste tecniche; genetica e intelligenza artificiale nella riproduzione assistita; nuove frontiere nella stimolazione ovarica; fattori impattanti la salute riproduttiva: dalle malattie infiammatorie e/o autoimmuni alla nutrizione.