FaRE Questionnaire: uno strumento per misurare la resilienza delle famiglie di fronte al cancro


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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Si chiama Family Resilience (FaRE) Questionnaire e vuole rappresentare uno strumento utile ai medici, agli operatori sanitari e a tutte le persone coinvolte nella gestione di un cancro, per capire meglio quanto un paziente e la sua famiglia siano in grado di adattarsi al nuovo scenario, disegnato proprio dalla malattia. “La resilienza è un concetto sfaccettato e preso in considerazione sempre più spesso come fattore di grande importanza in patologie come il cancro” esordisce Flavia Faccio, dell’Università degli Studi di Milano, primo nome di un articolo recentemente pubblicato su BMJ Open.

Assieme ai colleghi italiani, l’autrice ha descritto il lavoro di sviluppo e validazione di un questionario specificamente pensato proprio per misurare la resilienza non solo del paziente oncologico, ma anche della sua famiglia (caregiver). Nella pubblicazione vengono descritti i due studi che hanno coinvolto in totale 213 pazienti con tumori non metastatici a seno o prostata e 209 caregiver in un centro oncologico italiano. “Nel primo studio abbiamo somministrato ai pazienti la versione a 60-items del questionario FaRE e dall’analisi fattoriale sono emersi 4 domini: comunicazione e coesione, supporto sociale percepito, coping familiare percepito e religiosità-spiritualità” spiegano gli autori. “Nel secondo studio invece abbiamo confermato la validità e la struttura fattoriale finale del questionario nella sua versione a 24-item” aggiungono.

“Le teorie sui sistemi familiari ci dicono che un cambiamento a uno dei membri del sistema si ripercuote anche sugli altri e che questo si può tradurre in un adattamento alla nuova situazione o in un terremoto che non permette tale adattamento” affermano i ricercatori che poi concludono sottolineando l’importanza del nuovo strumento che prende in considerazione tutti gli attori coinvolti nell’esperienza e che, in questi studi iniziali e limitati a due neoplasie, ha mostrato caratteristiche promettenti per valutare la resilienza delle famiglie di pazienti oncologici.