Facciamo il punto sulla tachicardia ventricolare post iscjemica: dall'epidemiologia all'ablazione


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Facciamo il punto sulla tachicardia ventricolare post iscjemica: dall'epidemiologia all'ablazione

Fisiopatologia e substrato elettrico della TV post-ischemica

La storia della terapia ablativa della tachicardia ventricolare post-ischemica (TVpi) comincia verso la fine degli anni ’70 quando la comunità cardiologica internazionale iniziò ad affrontare un problema di grande impatto clinico e di difficile soluzione.

I pazienti con TVpi, spesso associata ad aneurisma ventricolare sinistro, avevano scarse possibilità di trattamento: la terapia farmacologica era costituita prevalentemente da chinidina e procainamide e i defibrillatori impiantabili erano ancora un sogno per l’epoca.

Illustri cardiologi e cardiochirurghi cominciarono a mettere in atto una serie di sperimentazioni, postulando nuove ipotesi, verificandone i risultati, utilizzando nuovi strumenti tecnologici, ottenendo infine, con quella che è l’applicazione del metodo scientifico, una serie di risultati sorprendenti per l’epoca che costituiscono ancora oggi le pietre miliari delle nostre conoscenze sulla fisiopatologia della tachicardia ventricolare post-ischemica.

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