EULAR 2020 — Gli inibitori del TNF riducono il rischio di TEV nei pazienti con AR


  • Pavankumar Kamat
  • Conference Reports
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Conclusioni

  • I pazienti con artrite reumatoide (AR) che assumono inibitori del fattore di necrosi tumorale (tumor necrosis factor, TNF) presentano un rischio inferiore del 50% circa di tromboembolia venosa (TEV) rispetto a quelli che assumono farmaci antireumatici modificanti la malattia (disease-modifying antirheumatic drugs, DMARD) sintetici convenzionali.

Perché è importante

  • I pazienti con AR presentano un rischio maggiore di TEV rispetto alla popolazione generale; tuttavia, il rischio trasmesso da diversi DMARD rimane poco chiaro.

Disegno dello studio

  • Lo studio prospettico RABBIT ha seguito i pazienti con AR che avevano iniziato un nuovo DMARD dopo l’insuccesso di trattamento con almeno 1 DMARD sintetico convenzionale, come metotrexato o leflunomide.
  • Finanziamento: Sovvenzione incondizionata da Abbvie, Amgen, BMS, Fresenius-Kabi, Hexal, Lilly, MSD, Mylan, Pfizer, Roche, Samsung Bioepis, Sanofi-Aventis e UCB. 

Risultati principali

  • I pazienti che ricevevano inibitori del TNF o altri DMARD biologici presentavano livelli maggiori di proteina C-reattiva (PCR) e una maggiore prevalenza di malattie cardiovascolari al basale rispetto a coloro che ricevevano DMARD sintetici convenzionali. 
  • L’HR per un evento di TEV grave con inibitori del TNF era 0,53 (CI 95%: 0,33-0,86) rispetto ai DMARD sintetici convenzionali.
  • PCR >5 mg/l ed età >65 anni erano associati a un aumento del rischio di eventi gravi di TEV, mentre una funzione fisica migliore era associata a un rischio inferiore.

Limiti

  • Non è stato possibile stabilire causa ed effetto a causa del disegno osservazionale.

Il commento degli esperti

Il Dott. Loreto Carmona, PhD, del Musculoskeletal Health Institute di Madrid, ha dichiarato: “Gli inibitori del TNF stanno effettivamente riducendo l’infiammazione e, quindi, riducendo il rischio. Potrebbe essere un effetto dell’uso dei farmaci su persone con livelli più elevati di infiammazione. È un effetto protettivo indiretto”.