Esperto Uk, 'esentare sanitari guariti da obbligo vaccino'

  • Univadis
  • Adnkronos Sanità
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Milano, 21 feb. (Adnkronos Salute) - "Gli operatori sanitari guariti dall'infezione naturale da Sars-CoV-2 dovrebbero essere esentati dall'obbligo di vaccinazione anti-Covid". A sottolinearlo è un esperto del Regno Unito sulla rivista scientifica 'The Lancet Rheumatology'. Perché non solo in Italia il tema dell'obbligo vaccinale per chi ha avuto Covid fa discutere. Anche in altri Paesi europei il dibattito è acceso. Dennis G McGonagle, dell'università di Leeds, affronta la questione elencando gli studi che dimostrano la forza dell'immunità conferita dalla malattia naturale. Una riflessione, evidenzia lo specialista dell'Institute of Rheumatic and Musculoskeletal Medicine di Leeds, è necessaria poiché "molti obblighi vaccinali includono anche coloro che sono naturalmente immuni", cioè "un'ampia quota dei sanitari per via dell'esposizione al virus sul posto di lavoro", evidenzia l'esperto.

In primo luogo, elenca nella sua analisi pubblicata nella sezione 'Correspondence', "è ben noto che per i virus a Rna a singolo filamento come quelli dell'influenza, l'immunità naturale dopo guarigione fornisce una protezione migliore rispetto alla vaccinazione, che deve essere fatta annualmente" proprio per "la diminuzione dell'immunità vaccinale". Lo stesso, fa notare McGonagle, "è stato dimostrato per Sars-CoV-2: in uno studio le persone che erano state esposte a un'infezione naturale avevano 10 volte meno probabilità di essere reinfettate rispetto ai vaccinati senza infezione naturale. I guariti avevano anche meno probabilità di essere ricoverati in ospedale con Covid".

Secondo punto: prima della pandemia Covid, "era già un principio consolidato che, sebbene la vaccinazione sistemica contro i patogeni virali del tratto respiratorio protegga i vaccinati da infezioni gravi, questi possono ancora trasmettere il virus a causa della mancanza di immunità della mucosa". Pertanto i guariti da infezione naturale, suggerisce l'autore, "potrebbero avere meno probabilità di trasmettere l'infezione a pazienti vulnerabili (che dovrebbero essere vaccinati essi stessi) rispetto a coloro che sono vaccinati, ma non hanno l'immunità da infezione naturale. L'immunità a lungo termine nelle vie aeree superiori non può essere misurata direttamente e i livelli sierici di anticorpi non sono un surrogato dell'immunità della mucosa".

Terzo punto richiamato dall'esperto Gb: "Numerosi studi hanno dimostrato che la vaccinazione in persone con una precedente infezione naturale da Sars-CoV-2 induce la cosiddetta super-immunità (o immunità ibrida), ovvero risposte anticorpali e dei linfociti T più elevate rispetto alla sola vaccinazione. Questo concetto è spesso evocato come argomento a favore della vaccinazione, ma questo stato super-immune non ha dimostrato correlazioni cliniche a lungo termine e un numero crescente di studi mostra benefici aggiuntivi marginali provenienti dalla vaccinazione in persone con immunità naturale".

"Definire superiori le risposte anticorpali sieriche più elevate nei vaccinati rispetto all'infezione naturale è errato - a detta di McGonagle che dichiara, fuori da questo lavoro, grant da Pfizer e Janssen - poiché potrebbe essere trascorso molto tempo dall'infezione naturale con l'atteso calo dei livelli di anticorpi. La vaccinazione intramuscolare genererà prontamente una risposta, che è misurabile in termini di anticorpi sierici, anche se transitoriamente. Questo fenomeno non può essere utilizzato per affermare che i vaccini sono migliori delle infezioni naturali".

In alcuni Paesi, come la Germania, fa infine notare lo specialista, "le voci degli immunologi sull'equivalenza dell'immunità naturale alla vaccinazione sono almeno in parte ascoltate, poiché i sanitari guariti sono esentati dalla vaccinazione obbligatoria per 90 giorni. Tuttavia, la base scientifica di questo lasso di tempo non è chiara, probabilmente dovrebbe essere indefinito. C'è una continua carenza di operatori in Inghilterra che un obbligo vaccinale probabilmente esacerba - conclude McGonagle - In effetti, questo sembra essere il fattore principale nella riconsiderazione della politica da parte del governo britannico. Una forte componente per evitare un'ulteriore crisi del personale dovrebbe includere la sensibilizzazione dei politici sul potere dell'immunità naturale nelle persone guarite da Covid".