Esperti, in 5-10% di chi ha avuto pericardite recidive lievi post vaccino

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Milano, 4 mar. (Adnkronos Salute) - "La recente pratica clinica di centri di riferimento che seguono persone affette da malattie del pericardio ha osservato che la grande maggioranza dei pazienti seguiti per pregressa pericardite ha scelto di vaccinarsi" contro Covid-19, "e che il 5-10% di questi pazienti subiscono una recidiva dopo il vaccino. Tali recidive sono spesso lievi e vengono superate con una modifica della terapia in corso. Questo suggerisce che i vaccini" anti-Covid, "soprattutto quelli a mRna, possono avere un ruolo nel riaccendere la pericardite nei soggetti che già l'avevano sperimentata in passato per motivi non legati al Covid. Si tratta comunque di forme abbastanza lievi e ben gestibili. Gli stessi pazienti che hanno avuto recidive quasi sempre completano il ciclo vaccinale o comunque ripeterebbero il vaccino". E' una delle osservazioni che verranno discusse da diversi esperti al convegno 'Miocarditi e pericarditi nell'era del Covid-19', in programma l'8 marzo a Milano nella Sala Napoleonica dell'università Statale.

L'evento, al via alle 14.30, è promosso dall'ateneo e patrocinato da Fadoi-Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti. L'obiettivo è "fare il punto sull'aumento del rischio di pericarditi e miocarditi associate a Covid e a vaccini contro il Covid, analizzando i dati della pratica clinica". Alcuni vengono anticipati da UniMi in una nota in cui si spiega che, "nei 2 anni dell''era Covid', in Italia si è assistito a un aumento superiore all'atteso dei malati di pericardite, sia a causa del Covid sia in seguito alla vaccinazione con vaccini a mRna". Ma mentre "i vaccini a mRna danno un rischio di pericardite o miocardite molto basso, intorno a 2-3 casi su 100.000 vaccinati, un po' più alto tra i giovani maschi", si ricorda, "il 5% dei pazienti affetti da Covid si ammalano di pericardite o miocardite", in "forme di gravità variabile". Un numero "probabilmente sottostimato poiché nella pratica clinica non è infrequente imbattersi in guariti dal Covid che sperimentano sintomi quali dolori toracici, tachicardia, senso di oppressione al petto; forme sfumate e aspecifiche spesso etichettate come 'long Covid', che possono far ipotizzare un'infiammazione transitoria del pericardio o del miocardio".

"Nella nostra pratica clinica recente - afferma Antonio Luca Brucato, professore di Medicina interna alla Statale di Milano, direttore di Medicina interna al Fatebenefratelli e responsabile scientifico del convegno insieme a Fabrizio Oliva di Niguarda - si sono verificate per lo più di forme di pericardite lieve, che raramente hanno richiesto il ricovero in ospedale e si sono risolte grazie alla terapia prevista in questi casi. A riprova di ciò soltanto un paziente, tra quelli che hanno avuto una recidiva, ha rifiutato ulteriori dosi di vaccino".

"Le principali istituzioni di farmacovigilanza mondiale, compresa Aifa", l'Agenzia italiana del farmaco, prosegue UniMi, "hanno registrato un numero di pericarditi e miocarditi superiori all'atteso nella popolazione vaccinata. L'ultimo report Aifa (gennaio 2022) riporta in Italia 645 casi di pericardite e 318 di miocardite insorte entro i 14 giorni successivi al vaccino. Il tasso di segnalazioni di casi di miocardite è 2,7 segnalazioni per milione di dosi complessive, con tassi di segnalazione più elevati osservati negli uomini di età compresa fra 12 e 29 anni. Il tasso di segnalazioni di casi di pericardite è invece 4,1 segnalazioni per milione di dosi complessive. Diversamente dalle miocarditi, i tassi più elevati sono stati osservati nella fascia di età 17-49 anni, con differenze meno marcate fra sesso femminile e sesso maschile".

Ancora, "da recenti studi condotti in particolare negli Usa, in Israele, Francia e Qatar, è emerso che l'incidenza di casi di pericardite è 3 su 100.000 vaccinati e la incidenza di casi di miocardite post vaccino è 2-3 casi su 100.000 vaccinati, aumentando fino a un'incidenza di 10 casi su 100.000 nei giovani maschi fra i 15 e i 30 anni. Queste miocarditi hanno avuto un decorso molto più lieve rispetto alle miocarditi non associate al vaccino".

"In questi 2 anni - evidenziano i promotori del convegno - si sono accumulate notevoli conoscenze sulle pericarditi e miocarditi legate al Covid o ai vaccini, grazie alla numerosa casistica e agli studi portati avanti in tutto il mondo, nonché alle pressioni delle associazioni dei malati, prima tra tutte il Gilp (Gruppo italiano lotta alla pericardite)".