Esofago di Barrett: gli intervalli di sorveglianza ottimali dopo l’eradicazione endoscopica

  • Kahn A & al.
  • Clin Gastroenterol Hepatol

  • Univadis
  • Notizie di oncologia
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Conclusioni

  • Nei pazienti con esofago di Barrett, l’estensione degli intervalli di sorveglianza dopo l’eradicazione completa della metaplasia intestinale (complete eradication of intestinal metaplasia, CE-IM) mediante terapia di eradicazione endoscopica (endososcopic eradication therapy, EET) riduce il carico endoscopico senza aumentare i tassi di displasia di alto grado (high-grade dysplasia, HGD) o di adenocarcinoma intramucoso (intramucosal adenocarcinoma, IMCa).

Perché è importante

  • Mancano raccomandazioni basate sulle evidenze in merito agli intervalli di sorveglianza.

Disegno dello studio

  • Studio di coorte, retrospettivo dei dati di 498 pazienti affetti da esofago di Barrett con displasia di basso grado (low-grade dysplasia, LGD), HGD o IMCa sottoposti a EET che hanno ottenuto CE-IM, identificati in database mantenuti in modo prospettico di 5 centri di riferimento terziari.
  • Finanziamento: nessuno rivelato.

Risultati principali

  • Su 498 pazienti arruolati, al basale 115 presentavano LGD, 288 HGD e 95 IMCa.
  • Durante un periodo di follow-up di 2,6 anni, ha subito recidiva il 27,1% dei pazienti.
  • È stata osservata recidiva displastica nell’8,4% dei pazienti.
  • Su 383 pazienti con HGD o IMCa al basale, 114 (29,7%) hanno subito recidiva, in 39 dei casi (10,2%) displastica.
  • Nei pazienti con HGD o IMCa, intervalli di 6, 12, 18 e 24 mesi e successivamente annuali hanno consentito di evitare che ci fossero pazienti con recidive displastiche non rilevate per >6 mesi.
  • Il numero di endoscopie di sorveglianza è diminuito del 33%.
  • Nei pazienti con LGD, intervalli di 1, 2 e 4 anni hanno bilanciato il carico endoscopico e il rischio di recidiva non rilevata.

Limiti

  • Disegno retrospettivo.
  • I protocolli terapeutici non erano standardizzati.