ESMO 2022 - Intervista con la dottoressa Dawood Parte 2: I SERD sono la risposta per il tumore al seno metastatico HER2-?

  • Neeta Shah
  • Conference Report
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Trascrizione dell'intervista con la dott.ssa Shaheenah Dawood, Mresponsabile dell'Oncologia Medica dell'Ospedale di Dubai, EAU, in occasione di ESMO 2022 a Parigi.

Parte 2 di 3.

Il video è disponibile alla fine della trascrizione.

Nella stessa sessione, Stephen Johnson ci ha fornito un'interessante e stimolante panoramica degli aggiornamenti sulla gestione delle pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2-/ER+ (positivo ai recettori ormonali). Come sapete, per la coorte sensibile agli ormoni  disponiamo di una pletora di diversi inibitori CDK4/6 di prima linea che hanno dimostrato in modo definitivo di essere in grado di migliorare la prognosi. Tuttavia, quando si è trattato di esaminare le informazioni sulla sopravvivenza globale, abbiamo visto risultati deludenti dallo studio PALOMA-2, che non è stato in grado di dimostrare un vantaggio in termini di sopravvivenza globale, sebbene vi fossero molti segnali al riguardo.

In seconda linea, invece, sono stati studiati molti agenti terapeutici ormonali di combinazione. Una serie di dati interessanti presentati l'anno scorso all'ASCO, che Steven ha contestualizzato, vengono dallo studio MAINTAIN, che ha esaminato l'uso degli inibitori CDK4/6 in relazione alla progressione di malattia. Anche in questo caso, si tratta di dati molto interessanti. Per il momento non si tratta però di un cambiamento nella pratica, ma è qualcosa su cui stiamo discutendo per decidere che cosa usare in seconda linea. Naturalmente, c'è molto interesse su come gestire le pazienti con malattia ormono-resistente, in particolare quelle con mutazione ESR1. Abbiamo i SERD (degradatori selettivi del recettore degli estrogeni) orali, di cui abbiamo discusso. L'anno scorso, a San Antonio, sono stati presentati i risultati del primo studio di fase tre sull'elacestrant, un SERD orale.

Si tratta di uno studio clinico di fase 3 che ha preso in esame pazienti con malattia ormono-resistente. Queste pazienti erano passate all'inibitore di CDK4/6 e sono state randomizzate a ricevere elacestrant o una terapia ormonale scelta dal medico. La maggior parte di queste pazienti ha ricevuto fulvestrant e si è evidenziato un beneficio statisticamente significativo in termini di sopravvivenza libera da progressione, anche se modesto in termini di guadagno ottenuto.

La corretta sequenza della terapia sarà quindi una domanda importante che ci porremo. L'anno scorso, ad ASCO, abbiamo visto i risultati dello studio DESTINY Breast 04, che ha preso in esami pazienti che, per la maggior parte, erano positive per i recettori ormonali e che avevano un tumore con HER2 basso. Il trastuzumab deruxtecan ha avuto la meglio sulla chemioterapia nelle scelte dei medici.

E poi, naturalmente, abbiamo visto i risultati dello studio TROPiCS 02, che ha esaminato una coorte di pazienti pesantemente pretrattate, positive al recettore ormonale, per le quale l'inibitore di CDK4/6 e sacituzumab hanno prevalso sulla scelta della chemioterapia da parte del medico. Sono quindi disponibili molti farmaci. Si tratterà solo di trovare le sequenze terapeutiche  ottimali per queste pazienti con tutti gli agenti disponibili al fine di ottenere un buon risultato prognostico.