ESMO 2020 — Cemiplimab è migliore della chemioterapia nell’NSCLC in stadio avanzato non trattato con alti livelli di PD-L1


  • Kelli Whitlock Burton
  • Oncology Conference reports
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Conclusioni

  • I pazienti con tumore polmonare non a piccole cellule (non-small cell lung cancer, NSCLC) squamoso o non squamoso in stadio avanzato ed espressione del ligando 1 della proteina di morte cellulare programmata (programmed cell death ligand 1, PD-L1) ≥50% che ricevono cemiplimab come trattamento di prima linea ottengono una sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) e una sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS) significativamente migliori rispetto a quelli trattati con chemioterapia.

Perché è importante

  • I risultati suggeriscono che cemiplimab potrebbe rappresentare un’ulteriore opzione terapeutica per questi pazienti.

Disegno dello studio

  • Sperimentazione multicentrica, in aperto, globale, di fase 3 EMPOWER.
  • 696 pazienti con NSCLC squamoso o non squamoso in stadio IIIB, IIIC o IV non trattati precedentemente, con espressione di PD-L1 ≥50%, hanno ricevuto cemiplimab (n=356) o chemioterapia (n=340).
  • Finanziamento: Regeneron Pharmaceuticals, Inc.; Sanofi.

Risultati principali

  • Rispetto alla chemioterapia, cemiplimab ha ottenuto un miglioramento significativo della:
    • OS, 22,1 rispetto a 14,3 mesi;
      • HR=0,68 (P=0,002); 
    • PFS, 6,2 rispetto a 5,6 mesi;
      • HR=0,59 (P
  • Nell’analisi di un sottogruppo che comprendeva solo i pazienti con PD-L1 ≥50% in base al test con il clone 22C3 secondo le istruzioni per l’uso, cemiplimab rispetto alla chemioterapia ha ottenuto valori mediani significativamente migliori per:
    • OS, non raggiunta rispetto a 14,2 mesi;
      • HR=0,57 (P=0,0002); 
    • PFS, 8,2 rispetto a 5,7 mesi;
      • HR=0,54 (P
  • Rispetto alla chemioterapia, cemiplimab era associato a:
    • un tasso di risposta maggiore, 36,5% rispetto a 20,6%; 
    • una durata mediana della risposta maggiore, 21,0 rispetto a 6,0 mesi; e
    • tassi inferiori di eventi avversi di grado ≥3, a prescindere dall’attribuzione, 37,2% rispetto a 48,5%.

Limiti 

  • Il tasso di passaggio (crossover) dalla chemioterapia a cemiplimab è stato del 73,9%.

Segui tutta la copertura del congresso ESMO 2020 su   Univadis .