ESMO 2019 — Tumore vescicale: l’immunoterapia in aggiunta alla chemioterapia offre il primo miglioramento in decenni


  • Michael Simm
  • Oncology Conference reports
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Conclusioni

  • La sopravvivenza libera da progressione (progression free survival, PFS) in pazienti precedentemente non trattati con tumore uroteliale metastatico aumenta significativamente aggiungendo l’inibitore del ligando 1 di morte cellulare programmata (programmed cell death ligand-1, PD-L1) atezolizumab alla chemioterapia a base di platino.
  • Il miglioramento della PFS era moderato e la sopravvivenza complessiva non ha oltrepassato il limite di efficacia ad interim prespecificato.

Perché è importante

  • Non vi sono stati grandi miglioramenti nel tumore uroteliale metastatizzato dagli anni '80.
  • Questa è la sperimentazione più grande in questa indicazione.

Disegno dello studio

  • IMvigor130 è una sperimentazione di fase 3 con 1.213 pazienti con tumore uroteliale metastatico di 35 Paesi.
  • Randomizzazione a atezolizumab più chemioterapia a base di platino (Braccio A), atezolizumab (Braccio B) o placebo più chemioterapia a base di platino (Braccio C).
  • Finanziamento: F. Hoffmann-La Roche, Ltd.

Risultati principali

  • Dopo un follow-up mediano di 11,8 mesi, la PFS mediana era pari a 8,2 mesi nel Braccio A e a 6,3 mesi nel Braccio C (HR: 0,82; IC al 95%: 0,70-0,96; P=0,007).
  • La sopravvivenza complessiva mediana era rispettivamente di 16,0 vs. 13,4 mesi nei Bracci A e C (HR: 0,83: IC al 95%: 0,69-1,00); P=0,027).
  • I tassi di risposta completa erano rispettivamente del 13%, del 6% e del 7% nei Bracci A, B e C.
  • Gli eventi avversi hanno condotto al ritiro nel 34%, 6% e 34% dei casi, rispettivamente nei Bracci A, B e C.

Limiti

  • Analisi ad interim con breve follow-up.
  • Nessun dato sulla qualità della vita.