ESMO 2019 — La monoterapia con atezolizumab è un trattamento di prima linea promettente nell'NSCLC selezionato in base a PD-L1


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Oncology Conference reports
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Conclusioni

  • Rispetto alla chemioterapia a base di platino, la monoterapia con atezolizumab ha migliorato la sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule metastatico (metastatic non-small cell lung cancer, mNSCLC) Wild Type (WT; EGFR/ALK-negativo), con cellule immunitarie (immune cells, IC3) o cellule tumorali (tumour cells, TC3) ad elevata capacità di infiltrazione tumorale.
  • Non sono emersi segnali di sicurezza nuovi o imprevisti.

Perché è importante

  • Il livello di PD-L1 nel tumore e l'istologia tumorale sono attualmente utilizzati per determinare i regimi di trattamento nell'mNSCLC.
  • La monoterapia con inibitori di PD-L1/PD-1 (CPI) resta una scelta interessante per i pazienti non idonei alla combinazione di immunochemioterapia.

Disegno dello studio

  • 572 pazienti naïve alla chemioterapia con NSCLC non squamoso (nsq) o squamoso (sq) allo stadio IV sono stati arruolati nello studio di fase 3 IMpower110.
  • I pazienti hanno ricevuto atezolizumab 1200 mg per via endovenosa (EV) q3w (Braccio A) o chemioterapia a base di platino (Braccio B; da 4 a 6 cicli di 21 giorni).
  • La chemioterapia era a base di cisplatino/carboplatino + pemetrexed per i pazienti nsq e di cisplatino/carboplatino + gemcitabina per i pazienti sq.
  • Endpoint primario: sopravvivenza complessiva (overall survival, OS).
  • Gli endpoint secondari chiave includevano la sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS), il tasso di risposta obiettiva (objective response rate, ORR) e la durata della risposta (duration of response, DOR). 
  • Finanziamento: F. Hoffmann-La Roche.

Risultati principali

  • Le 3 popolazioni per l'efficacia primaria includevano 554, 328 e 205 pazienti con malattia TC1/2/3 o IC1/2/3 WT, TC2/3 o IC2/3 WT e 205 TC3 o IC3 WT, rispettivamente.
  • Nella popolazione TC3 o IC3 WT, la monoterapia con atezolizumab ha migliorato l'OS mediana di 7,1 mesi (HR: 0,595; P=0,0106) rispetto alla chemioterapia.
  • Nella stessa popolazione, atezolizumab ha anche mostrato notevoli miglioramenti in PFS, ORR e DOR rispetto alla chemioterapia.
  • Gli eventi avversi correlati al trattamento (treatment-related AE, TRAE) sono insorti nel 60,5% dei pazienti nel gruppo atezolizumab e nell'85,2% nel gruppo di chemioterapia.

Il commento degli esperti

  • “Atezolizumab nel trattamento di prima linea per l'NSCLC IC3/TC3 potrebbe rappresentare un nuovo standard di cura in aggiunta a pembrolizumab nei tumori PD-L1-positivi”, ha affermato Naiyer Rizvi, Direttore di Oncologia toracica e Immunoterapia presso il Columbia University Medical Center di New York, USA, che non era coinvolto nello studio.