ESMO 2018 – Il valore dell'aggiunta di bevacizumab a carboplatino/doxorubicina liposomiale pegilata nel trattamento del tumore ricorrente dell'ovaio


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Oncology Conference reports
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Conclusioni

  • Rispetto al regime standard carboplatino/gemcitabina/bevacizumab (CG-BEV), il trattamento combinato con carboplatino/doxorubicina liposomiale pegilata/bevacizumab (CD-BEV) migliora significativamente la sopravvivenza senza progressione (PFS) nelle pazienti con tumore ricorrente dell'ovaio (ROC), e potrebbe rappresentare un'importante aggiunta alle opzioni terapeutiche anche nelle pazienti trattate in precedenza con antiangiogenici.

Perché è importante

  • Il trattamento CG-BEV aumenta significativamente la PFS rispetto alla sola CG mentre la CD ha uno degli indici terapeutici migliori per il ROC.
  • Sono necessari nuovi trattamenti efficaci e sicuri per questa categoria di pazienti.

Risultati principali

  • La PFS media nel braccio CG-BEV è stata di 11,7 mesi vs 13,3 mesi nel braccio CD-BEV (HR: 0,80, P=0.0128).
  • Nel sottogruppo trattato in precedenza con antiangiogenici (N=309), la PFS media è stata di 10,1 mesi per CG-BEV vs 11,3 mesi per il braccio CD-BEV (HR: 0,73, P=0,0126).
  • Non è insorto nessun nuovo problema di sicurezza.
  • La qualità di vita globale (QoL) è stata leggermente superiore con CD-BEV rispetto a CG-BEV.

Disegno dello studio

  • Il trial includeva 682 pazienti ROC-PBT, randomizzate a CG-BEV standard (n=337) o CD-BEV sperimentale (n=345).
  • Il 41,5% delle pazienti incluse nella popolazione dello studio era stato trattato in precedenza con BEV come parte del trattamento di prima linea.
  • L'endpoint primario era la PFS secondo i criteri RECIST 1.1.
  • Gli obiettivi secondari includevano la sopravvivenza biologica senza progressione (PFSbio) secondo i livelli di CA125 nel siero, sopravvivenza globale (OS; studio non dimensionato per OS), QoL valutata con EORTC-QLQ-C30 e QLQ-OV28, sicurezza e tollerabilità.
  • Il trial è stato progettato per testare la superiorità di CD-BEV su CG-BEV, con potenza dell'80% (test ranghi logaritmici a due lati, livello alfa 5%) per dimostrare un cambiamento del 26,6% nella PFS (HR 0,79; 564 eventi PFS).

Limiti

  • Lo studio non era dimensionato per la sopravvivenza globale (OS).

Finanziamento

  • Hoffman La Roche.

Commento dell’esperto

  • “In questa popolazione sono necessarie nuove strategie combinate basate su agenti con effetti innovativi, unitamente a una più ampia ricerca dei possibili marker biologici molecolari quali BRCA e HRD.” Sandro Pignata, Istituto Nazionale Tumori IRCCS “Fondazione G. Pascale”, Napoli, Italia.