Esiti a un anno da uno shock cardiogeno in relazione al tipo di PCI


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Messaggi chiave

  • Un precedente studio ha dimostrato che, a 30 giorni da un infarto con shock cardiogeno in pazienti con malattia coronarica diffusa, un intervento percutaneo (PCI) al solo vaso interessato garantisce un miglior esito composito (morte per qualunque causa o insufficienza renale grave con necessità di terapia sostitutiva) rispetto a un’angioplastica multivaso immediata.
  • In questo follow-up a un anno il vantaggio dell’intervento al solo vaso interessato in termini di mortalità non è risultato statisticamente significativo.
  • È invece risultato più che triplo, rispetto ai pazienti sottoposti ad angioplastica multivaso immediata, il rischio di rivascolarizzazione e più che quadruplo quello di un ricovero per scompenso cardiaco.  

Descrizione dello studio

  • Follow-up a un anno dei 706 pazienti con shock cardiogeno randomizzati dallo studio CULPRIT-SHOCK  a ricevere un intervento percutaneo (PCI) al solo vaso interessato (PCI1) o un’angioplastica multivaso immediata (PCI multi).
  • Endpoint secondari a 1 anno prestabiliti: mortalità da qualunque causa, reinfarto del miocardio, successiva rivascolarizzazione, successivo ricovero per scompenso cardiaco, endpoint composito di morte o reinfarto ed endpoint composito di morte, reinfarto o successivo ricovero per scompenso cardiaco.

Risultati principali

  • Mortalità a un anno: 50% nel gruppo PCI 1 e 56,9% nel gruppo PCI multi (RR 0,88).
  • Tasso di reinfarto: 1,7% nel gruppo PCI1 e 2,1% nel gruppo PCI multi (RR 0,85).
  • Endpoint composito di morte e o reinfarto: 50,9% e 58,4% rispettivamente (RR 0,87).
  • Sono invece risultati più frequenti nel gruppo PCI1 che in quello PCI multi le rivascolarizzazioni (32,3% vs 9,4%, RR 3,44) e i successivi ricoveri per scompenso cardiaco (5,2% vs 1,2%, RR 4,46).  

Perché è importante

  • Le attuali linee guide europee raccomandano in caso di STEMI con malattia coronarica diffusa l’immediata angioplastica multivaso, ma la prima parte di questo studio aveva mostrato esiti migliori a 30 giorni nei pazienti con PCI al solo vaso interessato.
  • La scelta del tipo di PCI a cui sottoporre il paziente dovrà quindi tenere conto di questi risultati.