ERS 2022 — Vilobelimab si rivela promettente contro la COVID-19 grave nella sperimentazione PANAMO

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Conclusioni

  • Vilobelimab determina una riduzione relativa del 23,9% della mortalità per tutte le cause a 28 giorni rispetto al placebo.

La COVID-19 grave si manifesta con un’attivazione diffusa del complemento nei polmoni e nei reni, con livelli aumentati di C5a e C5b. C5a, una potente anafilatossina, attiva il sistema della coagulazione e può contribuire allo sviluppo di sindrome da distress respiratorio acuto (acute respiratory distress syndrome, ARDS) e di microangiopatia trombotica. Il fatto che l’inibizione di C5a abbia migliorato gli esiti in modelli di ARDS virale ha spinto a valutare questo intervento nella COVID-19 grave. Vilobelimab, il primo anticorpo monoclonale anti-fattore del complemento umano C5a in fase di sviluppo clinico, blocca l’attività di C5a fino al 100% nel sangue umano lasciando intatto il complesso di attacco della membrana, fondamentale per la difesa dell’ospite.

La parte di fase 3 dello studio di fase 2/3 PANAMO ha incluso 369 pazienti con COVID-19 sottoposti a ventilazione meccanica in centri situati negli Stati Uniti, in Europa occidentale, in Sudafrica e in altre regioni. I pazienti sono stati assegnati casualmente (rapporto 1:1) a ricevere vilobelimab o placebo; entrambi i gruppi sono stati trattati con lo standard di cura, che include steroidi e anticoagulanti. Gli endpoint primario e secondario principali erano la mortalità per tutte le cause rispettivamente a 28 e 60 giorni; il miglioramento della malattia sulla scala ordinale e la sicurezza erano alcuni degli altri endpoint secondari. Lo studio è stato finanziato da lnflaRx GmbH.

Rispetto al placebo, vilobelimab ha determinato una riduzione relativa del 23,9% della mortalità per tutte le cause a 28 giorni, ma non ha influenzato significativamente l’endpoint primario prespecificato (P=0,094). Tuttavia, la riduzione relativa della mortalità per tutte le cause a 28 giorni osservata con vilobelimab rispetto al placebo nell’analisi di sottogruppo prespecificata in pazienti dei Paesi dell’Europa occidentale (n=209) è stata del 43% (rapporto di rischio: 0,5; P=0,014). Ulteriori analisi di sottogruppo prespecificate in pazienti con malattia più grave, ad esempio quelli con ARDS grave, hanno rivelato valori P <0,05, confermando ulteriormente i benefici significativi del trattamento con vilobelimab. Il farmaco ha inoltre evidenziato un profilo di sicurezza favorevole in questa popolazione di pazienti gravemente malati.

Nelle sue osservazioni conclusive, lo sperimentatore principale Alexander Vlaar ha affermato che “lnflaRx sta ora discutendo l’approvazione del farmaco, che stiamo aspettando e che sarebbe molto importante per i futuri pazienti con COVID-19”.