Erlotinib e bevacizumab per il tumore polmonare non a piccole cellule EGFR+

  • Univadis
  • Notizie di oncologia
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Conclusioni

  • Erlotinib, un inibitore tirosin-chinasico, è il trattamento standard per il tumore polmonare non a piccole cellule (non-small cell lung cancer, NSCLC) in stadio avanzato con mutazione(i) del gene del recettore del fattore di crescita dell’epidermide (epidermal growth factor receptor, EGFR; NSCLC EGFR+), ma l’efficacia di erlotinib non viene mantenuta a causa della resistenza acquisita.
  • L’aggiunta di bevacizumab a erlotinib può potenzialmente superare la resistenza acquisita.
  • Il trattamento combinato con erlotinib più bevacizumab (rispetto a erlotinib in monoterapia) prolunga la sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS), ma non prolunga la sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) e non migliora il tasso di risposta obiettiva (objective response rate, ORR), secondo una nuova metanalisi di sperimentazioni randomizzate e controllate.
  • La metanalisi indica inoltre che il trattamento combinato è associato a un tasso più elevato di eventi avversi.

Perché è importante

  • Si tratta della prima metanalisi di questo tipo.
  • I risultati suggeriscono che il trattamento combinato con erlotinib e bevacizumab può potenzialmente diventare il regime terapeutico standard per l’NSCLC EGFR+ in stadio avanzato.

Disegno dello studio

  • Metanalisi di 4 sperimentazioni randomizzate e controllate (randomized controlled trial, RCT) che hanno coinvolto 775 pazienti, identificate mediante una ricerca nei database PubMed, Embase, Web of Science e Cochrane Library.
  • Finanziamento: National Natural Science Foundation of China; altri.

Risultati principali

  • Il trattamento combinato (rispetto a erlotinib in monoterapia) è risultato associato a una PFS più lunga del 41% (HR=0,59; P<0,00001).
  • Il trattamento combinato (rispetto a erlotinib in monoterapia) non è risultato associato a una OS più lunga (HR=0,95; P=0,59) o a un ORR maggiore (OR=1,25; P=0,19).
  • Il trattamento combinato è risultato associato a una maggiore incidenza di diarrea (51% vs. 43%; P=0,006), eventi emorragici (41% vs. 20%; P=0,03), proteinuria (25% vs. 3%; P<0,0001) e ipertensione (40% vs. 8%; P<0,0001).

Limiti

  • Numero limitato di sperimentazioni e di partecipanti.
  • Mancanza di analisi dei trattamenti successivi allo studio che potrebbero aver influenzato l’OS.