Eradicare Helicobacter pylori per ridurre il sanguinamento gastrico in chi assume aspirina

  • Cristina Ferrario
  • Notizie dalla letteratura
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Messaggi chiave

  • In soggetti positivi a infezione da Helicobacter pylori e in trattamento con aspirina, la terapia di eradicazione del batterio riduce i ricoveri legati a sanguinamento delle ulcere gastriche.
  • Il beneficio della terapia antibiotica si manifesta in tempi brevi ma sembra perdersi dopo alcuni anni.

Un breve ciclo di terapia antibiotica mirata ad eradicare H. pylori potrebbe rappresentare una strategia vincente per ridurre il sanguinamento delle ulcere gastriche che spesso si associa all’uso prolungato di aspirina. Lo scrivono sulla prestigiosa rivista Lancet i ricercatori coinvolti nello studio Helicobacter Eradication Aspirin Trial (HEAT) guidati da Chris Hawkey della University of Nottingham e del Nottingham Digestive Diseases Centre (Regno Unito), primo nome dell’articolo.

“L’aspirina è un farmaco ampiamente raccomandato per la prevenzione secondaria di eventi trombotici vascolari” esordiscono gli autori. “Il suo utilizzo è limitato dall’incremento del rischio di sanguinamento, soprattutto del tratto gastro-intestinale” aggiungono, ricordando che studi precedenti hanno suggerito che H. pylori possa svolgere un ruolo di primo piano nello sviluppo di ulcere peptiche e nel loro sanguinamento in pazienti trattati con aspirina.

“Questi dati però derivano in gran parte da studi osservazionali e non è stato possibile stabilire una relazione causale” precisano Hawkey e colleghi.

Da queste premesse parte lo studio HEAT, che punta a verificare se l’eradicazione di H. pylori possa avere un ruolo protettivo sul sanguinamento delle ulcere gastriche associato ad aspirina.

Per raggiungere l’obiettivo, i ricercatori hanno portato avanti uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo nel quale sono stati coinvolti oltre 1200 centri di cure primarie nel Regno Unito e che si è basato sui dati raccolti routinariamente dai medici di medicina generale. L’analisi si è basata su 30.166 soggetti valutati per la presenza di H. pylori: i circa 5.300 risultati positivi all’infezione sono stati assegnati a ricevere trattamento di eradicazione attiva (n=2.677) o placebo (n=2.675) e sono stati seguiti per un periodo mediano di 5 anni.

A conti fatti, dallo studio è emersa una riduzione legata al trattamento antibiotico nell’incidenza dell’esito primario, ovvero il tempo a ricovero in ospedale o decesso dovuto a sanguinamento sicuro o probabile di ulcere peptiche: 6 episodi per 1000 anni-persona con trattamento attivo vs 17 per 1000 anni-persona con placebo (hazard ratio [HR] 0,35; p=0·028). “Tale beneficio si osserva rapidamente e si conferma a un follow-up di 2,5 anni, ma scompare a tempi più lunghi e ciò richiede ulteriori studi” precisano gli autori, che poi concludono: “L’eradicazione di H. pylori in combinazione o come alternativa ai farmaci per la soppressione acida si aggiunge alle strategie disponibili per poter prescrivere in modo sicuro la terapia con aspirina. Queste informazioni dovrebbero essere prese in considerazione nella rivalutazione del ruolo dell’aspirina nella malattia cardiovascolare, con la possibilità di estendere le osservazioni anche alla prevenzione del tumore colorettale e di altre neoplasie”.