Epatocarcinoma - Linea guida edizione 2018


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Epatocarcinoma - Linea guida edizione 2018

E’ stata stimata nel 2018 la diagnosi di circa 12.800 nuovi casi di epatocarcinoma (HCC) in Italia, circa il 3% di tutti i nuovi casi di tumore, con un rapporto maschi: femmine di circa 2,2:1. Tale dato risulta in decremento significativo nei maschi. Il Sud Italia si caratterizza per una più elevata incidenza e mortalità di HCC. Il Centro si caratterizza per l’incidenza più bassa. La differenza tra Nord e Sud può essere spiegata con la differente incidenza di infezione da virus epatitici ed in particolare da virus dell’epatite C (HCV). Sebbene, infatti, il virus dell’epatite B (HBV) sia un noto fattore patogenetico dell’HCC, il suo ruolo in Italia è mitigato dalla disponibilità di un vaccino efficace, sistematicamente somministrato a tutti i soggetti nati dal 1978 in poi. L’HCC rientra tra le prime 5 cause di morte per tumore nei maschi di qualsiasi età (7%), ma è al terzo posto (8%) nella fascia di età 50-69 anni. A partire dai primi anni ‘90, la mortalità complessiva da HCC è in decremento, con un tasso annuale di decremento/annuo nei maschi dell’1,6% e nelle femmine dell’1,3%. La mortalità per HCC risulta più alta al Sud (22,5 decessi x 100.000 abitanti/anno nei maschi, 8,8 nelle femmine), rispetto al Centro e al Nord. La sopravvivenza a 5 anni dei pazienti con HCC è del 20%%. Come in altre neoplasie a prognosi severa, non si osservano significative differenze in ambito nazionale. La sopravvivenza dopo 10 anni dalla diagnosi è circa il 10%. Dal rapporto AIRTUM 2018 risulta che in Italia risiedono 33.000 persone con pregressa diagnosi di carcinoma epatocellulare, con un rapporto tra maschi e femmine di 2,2:1. La maggior parte delle persone si trova temporalmente in prossimità della diagnosi (il 45% entro i 2 anni, il 76% entro i 5 anni) in virtù della prognosi altamente sfavorevole della malattia. - Continua a leggere scaricando il documento completo in formato PDF