Emofilia A: una terapia meno intensiva può essere ugualmente efficace


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Messaggi chiave

  • La somministrazione di emicizumab una volta ogni 4 settimane è efficace nel controllare il sanguinamento nei pazienti con emofilia A, con e senza inibitori del fattore VIII (FVIII).
  • I risultati di farmacocinetica e di sicurezza del farmaco ottenuti in una coorte run-in hanno permesso l’apertura di una coorte di espansione.
  • Il nuovo regime è ben tollerato e può migliorare l’assistenza ai pazienti, diminuendo il loro carico di trattamento e aumentando l'aderenza alla profilassi, riducendo così lo sviluppo di complicanze secondarie.

Descrizione dello studio

  • Lo studio di fase 3, multicentrico, open-label, HAVEN 4 ha coinvolto pazienti (≥12 anni) affetti da emofilia A congenita grave (attività FVIII
  • Coorte run-in: 7 pazienti (da 3 siti in Giappone, Spagna; gennaio-febbraio 2017); coorte di espansione: 41 pazienti (da 17 siti in Australia, Belgio, Giappone, Polonia, Spagna, Stati Uniti; maggio-giugno 2017).
  • Partecipanti trattati con 6 mg/kg di emicizumab per via sottocutanea ogni 4 settimane per almeno 24 settimane; coorte di espansione: regime preceduto da 4 dosi di carico (3 mg/kg una volta alla settimana).
  • Outcome: farmacocinetica e sicurezza dopo somministrazione del farmaco singola e multipla (coorte run-in); efficacia nel mantenere un'adeguata prevenzione del sanguinamento, riportata come tasso annualizzato per tutti i sanguinamenti, e sicurezza (coorte di espansione).
  • Fonti di finanziamento: F Hoffmann-La Roche e Chugai Pharmaceutical.

Risultati principali

  • Il profilo farmacocinetico e la sicurezza del trattamento studiato nella coorte run-in, hanno confermato le previsioni delle simulazioni basate su modelli, consentendo l’apertura della coorte di espansione.
  • Tasso annualizzato per i sanguinamenti trattati: 2,4 (IC 95% 1,4-4,3). Sanguinamenti trattati: 0 in 23 partecipanti (56,1%; IC 95% 39,7-71,5); da 0 a 3 in 37 (90%; 76,9-97,3).
  • Tasso annualizzato: 4,5 (IC 95% 3,1-6,6) per tutti i sanguinamenti (trattati e non trattati), 0,6 (0,3-1,5) per quelli spontanei trattati, 1,7 (0,8-3,7) per quelli articolari trattati, 1,0 (0,3-3,3) per quelli delle articolazioni bersaglio trattati.
  • Riportati 30 eventi avversi correlati al trattamento (n=12/41, 29%): il più comune era una reazione al sito di iniezione (n=9, 22%). Nessun evento trombotico e nessun nuovo sviluppo di anticorpi con potenziale neutralizzante o inibitori di FVIII.

Limiti dello studio

  • Mancanza di un gruppo di confronto.
  • Analisi descrittive.
  • Numero limitato di pazienti.
  • Sanguinamenti auto-segnalati.

Perché è importante

  • Studi precedenti hanno suggerito la possibilità di una somministrazione meno frequente di emicizumab, anticorpo monoclonale bispecifico ricombinante umanizzato, approvato in un regime settimanale.
  • I risultati hanno già portato all'approvazione della somministrazione di emicizumab ogni 4 settimane negli Stati Uniti e in altri paesi.
  • Questa opzione di trattamento consente ai medici di personalizzare la terapia in base alle esigenze e alle preferenze dei pazienti.