Emicrania nei bambini e adolescenti: che fare?


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Notizie Mediche Univadis
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L’emicrania è un sintomo relativamente comune in età infantile e adolescenziale. L’American Academy of Neurology ha condotto una revisione sistematica della letteratura in materia e stilato una serie di raccomandazioni con l’aiuto di un panel multidisciplinare, di cui hanno fatto parte anche rappresentanti dei pazienti.

In generale, vi sono abbastanza prove a sostegno dell’uso di ibuprofene e paracetamolo (nei bambini e negli adolescenti) e di triptani (negli adolescenti) per il trattamento del dolore emicranico, sebbene la solidità degli studi vari a seconda dei principi attivi e delle età.

Ci sono prove solide a favore del fatto che gli adolescenti che assumono sumatriptan/naprossene per via orale o zolmitriptan spray nasale hanno più probabilità di controllare il dolore entro 2 ore rispetto a chi assume un placebo. Non esistono, invece, trattamenti efficaci in acuto per controllare la nausea o il vomito correlati all’emicrania, mentre alcuni triptani sono efficaci contro la fotofobia o la fonofobia.

Le raccomandazioni si concentrano sulla necessità di trattare i sintomi il prima possibile, scegliendo una via di somministrazione adatta ai sintomi e alle caratteristiche dell’attacco emicranico, e sugli stili di vita che possono diminuire la frequenza e l’intensità delle crisi (inclusi i fattori scatenanti e l’uso eccessivo di farmaci).

 

Le raccomandazioni in dettaglio

  • Nel valutare bambini o adolescenti con emicrania, il medico deve diagnosticare con precisione la tipologia di mal di testa (primario, secondario o di altro tipo).
  • È necessario informarsi sui sintomi premonitori e su eventuali aure, sulla semiologia del mal di testa (inizio, localizzazione, qualità, gravità, frequenza, durata, fattori mitiganti e aggravanti), sui sintomi associati (nausea, vomito, fonofobia e fotofobia) sulla disabilità legata al dolore.
  • I bambini devono sapere che il trattamento acuto dell’emicrania è più efficace quanto più è precoce, anche quando l’attacco è lieve.
  • Il medico deve prescrivere ibuprofene (10 mg/kg per os) come trattamento inziale per il controllo del dolore sia nel bambino sia nell’adolescente.
  • Negli adolescenti con emicrania, il medico deve prescrivere, per ridurre il dolore, sumatriptan/naprossene per bocca (nei vari dosaggi disponibili secondo peso ed età), zolmitriptan spray nasale (5 mg), sumatriptan spray nasale (20 mg), rizatriptan orosolubile (5 o 10 mg) o almotriptan compresse (6,25 o 12,5 mg).
  • Il medico deve spiegare al bambino e ai familiari quali sono i farmaci disponibili al fine di identificare quello più efficace, invitando a usare il prodotto col miglior rapporto tra benefici ed effetti collaterali.
  • In caso di fallimento di un triptano, è necessario offrirne un altro, fino a trovare il prodotto più efficace.
  • Se il mal di testa cresce rapidamente ed è accompagnato da nausea e vomito, o se i farmaci per via orale falliscono, il medico deve suggerire un farmaco atrraverso una diversa via di somministrazione.
  • Il medico deve spiegare ai pazienti e alle famiglie che se il trattamento è efficace ma il mal di testa si ripresenta entro le 24 ore, una seconda dose dello stesso farmaco può essere efficace.
  • Negli adolescenti con emicrania parzialmente responsiva ai triptani, il medico deve prescrivere ibuprofene o naprossene in aggiunta e non in sostituzione.
  • In caso di nausea e vomito, è opportuno prescrivere un antiemetico.
  • Il medico dovrebbe spiegare ai pazienti e alle famiglie il ruolo che le abitudini di vita hanno nella genesi del mal di testa, al fine di evitare le situazioni a rischio e l’uso eccessivo di farmaci).
  • Il medico deve ottenere il consenso da parte dei bambini e degli adolescenti sugli obiettivi del trattamento, al fine di garantirsi la necessaria collaborazione.
  • Il diario delle crisi è uno strumento importante per monitorare l’efficacia della risposta ai farmaci.
  • Il medico dovrebbe consigliare ai pazienti e alle famiglie di non superare i 14 giorni di ibuprofene o paracetamolo al mese, non più di nove giorni di triptani o di combinazioni tra triptani, analgesici e opioidi, al fine di evitare l’uso eccessivo di farmaci.
  • I triptani non devono essere prescritti in pazienti con storia di ischemia o disturbi circolatori.
  • Il medico deve spiegare al paziente con emicrania con aura che i tripatni sono sicuri se assunti durante l’aura ma sono più efficaci se assunti appena si presenta il dolore alla testa.
  • In caso di emicrania con emiplegia o emicrania basilare che non risponde ai trattamenti più comuni, è opportuno inviare il paziente a un centro specializzato.