EHA 2019 – Esiti in seguito a una diversa intensità di condizionamento nella leucemia mieloide acuta: l’importanza delle varianti genomiche


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Univadis
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Conclusioni

  • Nei pazienti con leucemia mieloide acuta (acute myeloid leukaemia, AML) in completa remissione (CR) prima del trapianto allogenico di cellule ematopoietiche (allogenic hematopoietic cell transplantation, allo-HCT), l’identificazione delle varianti genomiche associate all’AML è stata associata a un aumentato tasso di recidiva e a una bassa sopravvivenza globale (overall survival, OS) in coloro che sono stati randomizzati a un condizionamento di ridotta intensità (reduced intensity conditioning, RIC) rispetto a coloro che hanno ricevuto il condizionamento mieloablativo (myeloablative conditioning, MAC).
  • Gli interventi per i pazienti con AML con residuo di malattia misurabile (measurable residual disease, MRD) possono determinare un miglioramento della sopravvivenza.

Perché è importante

  • I pazienti con AML sono a rischio di recidiva in seguito ad allo-HCT e lo stato MRD prima del trapianto ha dimostrato di essere prognostico.
  • La sperimentazione BTN CTN 0901 randomizzata, di fase 3, ha messo a confronto gli esiti in base all’intensità del condizionamento e ha dimostrato un beneficio in termini di sopravvivenza nei pazienti sottoposti a MAC, mentre oltre la metà dei pazienti sottoposti a RIC hanno sviluppato una recidiva nei 18 mesi successivi al trapianto.
  • Non è attualmente noto se la modulazione dell’intensità del condizionamento nei pazienti con MRD positivo possa prevenire la recidiva e migliorare la sopravvivenza.

Disegno dello studio

  • I campioni di sangue pre-trapianto di 188 pazienti adulti con AML dalla sperimentazione BTN CTN 0901 sono stati esaminati usando il sequenziamento del DNA ultra-profondo di nuova generazione (ultra-deep next-generation DNA sequencing, udNGS).
  • I regimi MAC e RIC sono stati egualmente rappresentati e i pazienti erano ben equilibrati in termini di caratteristiche basali.
  • L’obiettivo dello studio era determinare se un condizionamento di più elevata intensità adottato come condizionamento dei pazienti con evidenza genomica di malattia residua prima dell’allo-HCT migliori gli esiti in seguito al trapianto.

Risultati principali

  • Il 31% dei pazienti sottoposti a MAC e il 33% dei pazienti sottoposti a RIC non hanno mostrato varianti genomiche associate all’AML nei campioni di sangue pre-trapianto e hanno ottenuto una OS simile a 3 anni.
  • Ove erano presenti varianti genomiche rilevabili, la sopravvivenza era significativamente diversa tra i bracci con MAC e RIC (OS a 3 anni: rispettivamente 61% rispetto a 44%; p=0,02).
  • In un’analisi multivariata per i pazienti con variabili rilevabili, in seguito ad aggiustamento per rischio di malattia e gruppo donatore, il RIC è stato associato a un aumento delle recidive (rapporto di rischio, hazard ratio [HR] 5,98, p