Efficacia di Ceftriaxone più Metronidazolo verso antibiotici anti-pseudomonas nel trattamento della appendicite perforata nei bambini


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Efficacia di Ceftriaxone più Metronidazolo verso Antibiotici anti-pseudomonas nel trattamento della appendicite perforata nei bambini

A cura del Dott. Luca Gallelli

L’appendicite è la più comune emergenza chirurgica nei bambini, ed il 35% di essi sviluppa appendicite cmplicata. I bambini con appendicite perforata sviluppano nel 14% dei casi complicanze post operatorie come infezioni e ascessi addominali. Il trattamento di scelta è rappresentato dalla terapia antibiotica empirica ad ampio spettro spesso rivolta anche al trattamento delle infezioni sostenute da pseudomonas aeuriginosa con un aumento delle resistenze antibiotiche. Ciò ha portato i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) a moderare l’utilizzo di antibiotici anti-pseudomonas [12], e a suggerire di indagare se tali antibiotici sono veramente necessaria per il trattamento delle perforazioni di appendicite nei bambini.

Lo scopo dello studio è stato quello di confrontare gli effetti clinici del trattamento con ceftriaxone e metronidazolo (CTX / MTZ) versus antibiotici anti-pseudomans ad ampio spettro in bambini con appendicite perforata.

E’ stata effettuato uno studio retrospettivo di coorte, in cui sono stati valutati gli antibiotici antibiotici utilizzati nel trattamento delle perforazioni di appendicite nell’ospedale pediatrico di Filadelfia. Sono stati inclusi nello studio i bambini ricoverati in ospedale tra gennaio 2011 e marzo 2015 e sottoposti a chirurgia per appendicite perforata e trattati con (CTX / MTZ) o un antibiotico antipseudomonas (cefepime, ceftazidime, piperacillina/tazobactam, ciprofloxacina, imipenem, o meropenem) entro i primi due giorni dopo il ricovero.

Sono stati anche esclusi i bambini che: 1) avevano ricevuto un trattamento con farmaci amino glicosidici; 2) non avevano ricevuto una diagnosi confermata di appendicite perforata; 3) erano stati ospedalizzati 48 ore prima della diagnosi; 4) avevano una storia di appendicite o che erano in trattamento con agenti inotropi o che erano immunocompromessi; 5) avevano ricevuto un altro regime antibiotico entro i primi due giorni dalla diagnosi .

L’end-point primario è stato rappresentato dallo sviluppo di complicanze post-operatorie, definito come sviluppo di un'infezione incisionale o di un ascesso entro sei settimane dalla dimissione dal ospedale. L’end-point secondaro è stato rappresentato dai giorni di degenza e dal numero di pazienti con complicanze correlate all’uso di antibiotici, compresa allergia, infezione da Clostridium difficile e mughetto

Nel periodo di studio sono stati analizzati i dati relativi a 1576 bambini con appendicite, di questi 382 avevano una appendicite perforata e 353 (222 Maschi e 131 Femmine) sono stati inclusi nello studio. Dei bambini inclusi, 101 sono stati trattati con antibiotici antipseudomonas (63 maschi e 38 femmine) e 252 con l’associazione (CTX / MTZ) (155 maschi e 97 femmine).

Gli antibiotici antipseudomonas più usati sono stati ciprofloxacina per via parenterale e metronidazolo (68/101; 67,3%) seguito da piperacillina / tazobactam (36; 35,6%). Nello studio la sostituzione del farmaco a causa del fallimento terapeutico o a una complicanza legata agli antibiotici si è verificato in 53 pazienti: 35 (13,9%) nel gruppo CTX / MTZ e 18 (17,8%) nel gruppo antipseudomonas. Dei  353 pazienti, 55 (15,6%) hanno avuto una complicanza post-operatoria: 18 (17,8%) nel gruppo antipseudomonas  e 37 (14,7%) nel gruppo CTX / MTZ. Dei bambini con complicanza postoperatoria, 2 (0,6%) hanno avuto un'infezione della ferita (Gruppo CTX/MTZ), 36 (10,2%) hanno sviluppato un ascesso trattato farmacologicamente (14 nel Gruppo antipseudomonas e 22 nel Gruppo CTX/MTZ), e 22 (6,9%) hanno sviluppato un ascesso che è stato trattato chirurgicamente o mediante una tecnica di radiologia interventistica (7 nel Gruppo antipseudomonas e 15 nel Gruppo CTX/MTZ). Tra i 55 pazienti con complicanza post-operatoria, 49 hanno avuto la complicazione durante il periodo iniziale del ricovero (quattro dei quali hanno anche avuto una complicazione post-dimissione), e sei ha subito una complicazione post-dimissione. Tra i 304 bambini che non hanno avuto complicazione post-operatoria, 46 (15,1%) sono stati dimessi con antibiotici per via endovenosa, mentre 258 (84,9%) sono stati dimessi con antibiotici orali. Nell’analisi univariata, il sesso maschile, l’etnia non ispanica, e la durata dei sintomi prima della presentazione era associata con una complicazione postoperatoria. In un modello di regressione logistica multivariata aggiustata per età, sesso, etnia e durata dei sintomi prima della presentazione, le probabilità di una complicazione postoperatoria da antibiotici anti-pseudomonici era 1,25 (95% di confidenza intervallo [CI] 0,66-2,40) rispetto al trattamento con CTX /MTZ.

In conclusione, questo studio non supporta la necessità di utilizzare gli antibiotici antipseudomonas nel trattamento della appendicite perforata nei bambini. Data la frequenza di questa condizione, gli ospedali dovrebbero considerare questi dati quando determinano il regime antibiotico ottimale per i bambini con questa patologia.

Parole chiave: appendicite perforata, trattamento, complicanze

Conflitto di interessi:

Lo studio è stato supportato da un grant  dato dal National Institutes of Health Training al Center for Pharmacoepidemiology Research and Training Grant of the University of Pennsylvania (T32 GM-075766 to RFH) e dal National Institutes of Health (U54-GM104941 to LKH). Nessuno degli autori ha ricevuto grant o altre forme di pagamento per tale lavoro; inoltre nessuno degli autori ha dichiarato conflitto di interessi

Riferimenti bibliografici

Hamdy et al. Comparative Effectiveness of Ceftriaxone plus Metronidazole versus Anti-Pseudomonal Antibiotics for Perforated Appendicitis in Children. SURGICAL INFECTIONS 2019.

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