Efficacia a lungo termine del rituximab nella nefropatia membranosa


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Messaggi chiave

  • Nei pazienti con nefropatia membranosa, il rituximab non è inferiore alla ciclosporina nel determinare una remissione completa o parziale della proteinuria dopo 12 mesi, ed è superiore nel mantenerla fino a 24 mesi.
  • Con il rituximab, ma non con la ciclosporina, si ottiene in alcuni casi la remissione completa dei pazienti a 24 mesi, e inoltre si ha un maggior declino degli autoanticorpi anti-recettore della fosfolipasi A2 (PLA2R).
  • Anche se l’incidenza di eventi avversi è simile con i due trattamenti, con il rituximab quelli gravi sono meno frequenti.

Descrizione dello studio

  • Lo studio è stato condotto su pazienti, arruolati in 22 siti in Nord America (2012-2015), con nefropatia membranosa, proteinuria di almeno 5 g per 24 ore, clearance della creatinina di almeno 40 ml/minuto per 1,73 m2 di superficie corporea e con blocco del sistema renina-angiotensina per almeno 3 mesi precedenti.
  • I partecipanti sono stati randomizzati a ricevere rituximab (2 infusioni intravenose di 1.000 mg ognuna a 14 giorni di distanza, ripetute dopo 6 mesi in caso di risposta parziale) o ciclosporina (dose orale di partenza di 3,5 mg/kg al giorno per 12 mesi).
  • Outcome primario: composito di remissione completa o parziale a 24 mesi.
  • Sono stati valutati i valori di laboratorio e la sicurezza.
  • Fonti di finanziamento: Genentech e Fulk Family Foundation.

Risultati principali

  • I pazienti randomizzati sono stati 130: 65 per gruppo, età media 52 anni.
  • La remissione completa o parziale a 12 mesi è stata ottenuta in 39 partecipanti (60%) nel gruppo rituximab e 34 (52%) in quello ciclosporina (differenza di rischio 8 punti percentuali; IC 95% da -9 a 25; P=0,004 per la non-inferiorità), e a 24 mesi in 39 (60%) e 13 partecipanti (20%), rispettivamente (differenza di rischio 40 punti percentuali; IC 95% 25 - 55; P
  • A 24 mesi, la remissione completa si è avuta in 23 pazienti (35%) nel gruppo rituximab e in nessuno in quello ciclosporina (differenza di rischio 35 punti percentuali, IC 95%, 24 a 47).
  • Il declino degli autoanticorpi anti-PLA2R è stato più veloce e di rilevanza e durata maggiori nel gruppo rituximab, accompagnato da un maggior declino della proteinuria.
  • L’incidenza di eventi avversi è stata simile tra i gruppi, ma quelli gravi si sono verificati in 11 (17%) e in 20 pazienti (31%) nel gruppo rituximab e ciclosporina, rispettivamente (P=0,06).

Limiti dello studio

  • Studio condotto in aperto.
  • Non si possono escludere risultati diversi con un follow-up più lungo.
  • Risultati di laboratorio analizzati solo in pazienti con remissione.

Perché è importante

  • La nefropatia membranosa è la prima causa di sindrome nefrosica negli adulti di origine europea, in cui una remissione spontanea si verifica solo nel 30% dei pazienti. Nella metà degli altri la malattia avanza fino a un'insufficienza renale terminale nel giro di 10 anni.