Effetti di dapagliflozin in pazienti con e senza diabete


  • Alessia De Chiara
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Nei pazienti con insufficienza cardiaca con frazione di eiezione ridotta (HFrEF), il dapagliflozin, aggiunto alla terapia raccomandata, riduce in modo significativo rispetto al placebo il rischio di un primo episodio di peggioramento dell’insufficienza cardiaca e il rischio di morte cardiovascolare, indipendentemente dallo stato del diabete.
  • Nei pazienti senza diabete, la riduzione dell’outcome primario è stata simile tra quelli con prediabete (emoglobina glicata HbA1C ≥ 5,7%) e quelli con normale emoglobina glicata (

Descrizione dello studio

  • Analisi esplorativa di uno studio randomizzato di fase 3 condotto in 410 siti in 20 paesi.
  • Tra febbraio 2017 e agosto 2018 sono stati arruolati pazienti con classe New York Heart Association II, III o IV, frazione di eiezione uguale o inferiore a 40%, elevati livelli plasmatici dell’N-terminale del pro-peptide natriuretico di tipo B (follow-up fino a giugno 2019).
  • Pazienti randomizzati ad aggiungere alla terapia raccomandata 10 mg di dapagliflozin o placebo una volta al giorno.
  • L’outcome primario è stato un composito di un episodio di peggioramento dell’insufficienza cardiaca o morte cardiovascolare.
  • Fonti di finanziamento: AstraZeneca.

Risultati principali

  • Su 4.744 pazienti randomizzati (età media 66 anni, 2.605 [55%] senza diabete), 4.742 hanno completato lo studio.
  • I pazienti con l’outocome primario sono stati 171 su 1.298 (13,2%) nel gruppo dapagliflozin e 231 su 1.307 (17,7%) nel gruppo placebo tra i partecipanti senza diabete (hazard ratio 0,73), e rispettivamente 215 su 1.075 (20,0%) e 271 su 1.064 (25,5%) tra quelli con diabete (hazard ratio, 0,75]) (P value per l’interazione=0,80).
  • Tra i pazienti senza diabete, quelli con l’outcome primario sono stati 53 su 438 (12,1%) nel gruppo dapagliflozin e 71 su 419 (16,9%) nel gruppo placebo (hazard ratio 0,67) tra quelli con HbA1C 
  • Deplezione del volume ed evento avverso renale sono stati riportati rispettivamente nel 7,3% e 4,8% dei pazienti nel gruppo dapagliflozin e nel 6,1% e 6,0% di quelli nel gruppo placebo tra i non diabetici e nel 7,8% e 8,5% nel gruppo dapagliflozin e nel 7,8% e 8,7% nel gruppo placebo tra i diabetici.

Limiti dello studio

  • Analisi prespecificata e risultati basati su analisi di sottogruppi, alcune analisi post hoc.
  • Possibile riclassificazione di alcuni pazienti.
  • Non raccolte ulteriori informazioni che avrebbero potuto contribuire a spiegare l'effetto dei farmaci sull'insufficienza cardiaca.

Perché è importante

  • I benefici degli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2, sviluppati come trattamento per il diabete di tipo 2, potrebbero non essere limitati a pazienti con diabete e prediabete, ma applicabili anche a pazienti con HFrEF, indipendentemente dallo stato glicemico.
  • È possibile che i benefici del dapagliflozin siano indipendenti dalla riduzione del glucosio plasmatico; potrebbero essere coinvolti altri meccanismi d’azione di questo tipo di farmaci.