Ecdc-Oms, 'causa Covid crollo diagnosi Tbc e stop calo morti in Europa'

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Milano, 24 mar. (Adnkronos Salute) - I casi di tubercolosi segnalati in Europa tra il 2019 e il 2020 hanno subito "un forte calo", di quasi un quarto (24%), "molto probabilmente esacerbato dalla pandemia di Covid-19 che ha ostacolato il rilevamento e la segnalazione delle nuove infezioni". Non solo: nello stesso periodo l'andamento dei decessi "si è stabilizzato per la prima volta in 2 decenni", con uno stop della tendenza alla riduzione, determinato sempre da Covid che ha prodotto diagnosi mancate o tardive e ha frenato i trattamenti. E' quanto emerge dall'ultimo rapporto Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie)/Oms (Organizzazione mondiale della sanità) Europa, diffuso in occasione dell'World Tb Day che si celebra oggi.

"La Tbc rimane una delle malattie infettive più mortali al mondo, seconda solo a Covid-19 - avvertono gli esperti - e i ceppi di tubercolosi resistenti ai farmaci sono ancora una delle principali preoccupazioni. Nella lotta alla Tbc sono fondamentali investimenti urgenti, specie nell'attuale contesto pandemico". Andrea Ammon, direttrice dell'Ecdc, sottolinea che "purtroppo la lotta alla tubercolosi è diventata ancora più difficile negli ultimi 2 anni. A causa della pandemia stiamo assistendo a un forte calo delle tendenze di notifica, provocato almeno in parte da una minore completezza dei dati". Ammon evidenzia inoltre che "solo 4 Stati membri sono stati in grado di raggiungere la soglia dell'85% di successo nel trattamento di casi nuovi e recidivi. Ora più che mai - ammonisce - dobbiamo unirci e intensificare con urgenza i nostri sforzi".

"Grazie a una notevole riduzione, pari al 25%, del numero stimato di casi di Tbc nella regione europea dell'Oms tra il 2015 e il 2020, i Paesi in Europa e in Asia centrale hanno raggiunto l'obiettivo del piano d'azione regionale e superato il traguardo della fine della tubercolosi con un calo del 20% su questo periodo di 5 anni", rimarca Hans Kluge, direttore di Oms Europa. "Tuttavia - aggiunge - in questa Giornata mondiale della Tbc 2022 non c'è spazio per l'autocompiacimento", proprio considerando che "tra il 2019 e il 2020 i decessi per tubercolosi si sono stabilizzati per la prima volta in 2 decenni, poiché Covid-19 ha interrotto i servizi, lasciando le persone non diagnosticate e non trattate. Per garantire che i progressi" contro la Tbc continuino, esorta, "dobbiamo introdurre approcci più innovativi ed efficaci nella diagnosi e nel trattamento della tubercolosi e delle sue forme multiresistenti".

Nel 2020 sono stati oltre 33mila i casi di tubercolosi segnalati nell'Unione europea/Spazio economico europeo (Ue/See), contro i circa 47.500 del 2019 - indica il report Ecdc/Oms - mentre nella più ampia regione europea dell'Organizzazione mondiale della sanità le notifiche sono state 160mila contro 216mila. "Sebbene i tassi nella maggior parte dei Paesi siano diminuiti negli ultimi 5 anni, il forte calo del 24% delle notifiche di nuovi casi di Tbc e recidiva tra il 2019 e il 2020 rappresenta" secondo gli esperti "una chiara interruzione della tendenza al ribasso". Nella maggior parte dei Paesi Ue/See l'incidenza della tubercolosi è inferiore a 10 casi per 100mila abitanti, ma nella regione europea dell'Oms si trovano 9 dei 30 Paesi del mondo il carico più alto di Tbc multiresistente.

Nel 2020 le morti per tubercolosi sono stati circa 21mila nella regione europea dell'Oms, pari a 2,3 decessi ogni 100mila persone, di cui circa 3.800 nell'area Ue/See (0,8 decessi/100mila). "Per la prima volta in oltre 2 decenni il numero di decessi per Tbc è aumentato" per l'effetto di Covid-19 sui servizi sanitari, stabilizzando quindi il trend con un'interruzione del calo, il che "ha compromesso il raggiungimento della pietra miliare della strategia 'End Tb' che puntava a ridurre del 35% nel 2020 il numero di decessi per tubercolosi".

Sul totale casi di Tbc notificati nel 2019 con un esito del trattamento riportato nel 2020 - rileva ancora il rapporto - il 71,8% è stato trattato con successo nell'area Ue/See e il 76,5% nella regione europea dell'Oms. Tuttavia, "il tasso di successo del trattamento nella regione rimane al di sotto dei rispettivi obiettivi regionali dell'85% per i casi nuovi e di recidiva", puntualizzano gli esperti. Nonostante gli sforzi compiuti e la disponibilità di nuovi farmaci e regimi terapeutici, il peso della tubercolosi multiresistente e della tubercolosi associata all'Hiv resta infatti "considerevole", confermando appunto la "necessità di introdurre approcci più innovativi alla diagnosi e trattamento della Tbc e delle sue forme multiresistenti".