ECCVID 2020: uno studio indica che il 40% degli operatori sanitari con COVID-19 era asintomatico


  • Priscilla Lynch
  • Conference Reports
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Una metanalisi presentata alla Conferenza ESCMID sulla malattia da coronavirus (ESCMID Conference on Coronavirus Disease, ECCVID) di quest’anno indica che il 40% degli operatori sanitari (healthcare workers, HCW) che sono risultati positivi alla COVID-19 era asintomatico, aumentando il rischio di trasmissione silente in ambito sanitario.

Gli autori hanno esaminato sistematicamente preprint e articoli sottoposti a revisione tra pari pubblicati che riportano la prevalenza di COVID-19 e valutano i fattori di rischio, le caratteristiche cliniche e gli esiti clinici tra gli HCW.

Un totale di 97 studi, che includono 230.398 HCW in 24 Paesi, ha soddisfatto i criteri di inclusione. In base agli HCW sottoposti a screening mediante test con PCR e la presenza di anticorpi, la prevalenza stimata di infezione da SARS-CoV-2 è risultata rispettivamente dell’11% e del 7%.

Quasi la metà (48%) dei soggetti risultati positivi alla SARS-CoV-2 erano infermieri, seguiti da medici (25%) e altri HCW (23%).

La maggior parte degli HCW colpiti stava lavorando in reparti normali/non chirurgici/non COVID durante lo screening (43%), seguiti dal 24% in sala operatoria, il 16% in pronto soccorso e il 9% in UTI; il 29% riferiva “altre” sedi.

“Perdita del gusto e dell’olfatto (anosmia), febbre e dolori muscolari sono stati identificati come gli unici sintomi associati in modo significativo alla positività per SARS-CoV-2 tra gli HCW”, ha spiegato il co-autore dello studio Dott. Taulant Muka, Università di Berna, Svizzera.

I dati aggregati di 15 studi indicano che tra gli HCW positivi in base alla RT-PCR, il 40% non manifestava sintomi al momento della diagnosi.

Uno su 20 (5%) degli HCW SARS-CoV-2-positivi ha sviluppato gravi complicanze cliniche e uno su 200 (0,5%) è deceduto.

“Poiché con lo screening mirato solo agli HCW sintomatici potremmo perdere un’ampia percentuale di casi di COVID-19, lo screening universale di tutti gli HCW esposti, a prescindere dai sintomi, deve essere la strategia standard. Sebbene sia necessaria maggiore ricerca per comprendere interventi specifici che possano aiutare a ridurre l’infezione da SARS-CoV-2 nel personale sanitario, è chiaro che è essenziale fornire agli operatori sanitari adeguati dispositivi di protezione individuale e formazione”, ha affermato il co-autore dello studio Prof. Oscar H Franco.

Lo studio è in corso di pubblicazione su The American Journal of Epidemiology.