EAS 2021 — I livelli sierici di PCSK9 sono legati al rischio di sviluppare malattie cardiovascolari nei pazienti con CKD

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Conclusioni

  • Livelli sierici innalzati di proproteina convertasi subtilisina/kexina di tipo 9 (proprotein convertase subtilisin/kexin type 9, PCSK9) sono associati in modo significativo a un aumento del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari (cardiovascular disease, CVD) prevalenti e incidenti nei pazienti affetti da nefropatia cronica (chronic kidney disease, CKD).
  • I livelli di PCSK9 risultano significativamente più alti nelle donne e nei pazienti che assumono statine.

Perché è importante

  • La compromissione della funzionalità renale nella CKD determina dislipidemia, un classico fattore di rischio di CVD.
  • Il ruolo di PCSK9, uno dei principali regolatori dell’omeostasi lipidica, nello sviluppo di CVD nei pazienti affetti da CKD non è stato tuttavia esplorato ampiamente.

Disegno dello studio

  • Lo studio tedesco sulla nefropatia cronica (German CKD, GCKD) è uno studio prospettico attualmente in corso che include 5.217 pazienti caucasici affetti da CKD moderata con una velocità di filtrazione glomerulare stimata ≥30 ml/min/1,73 m2 e che presentano proteinuria conclamata.
  • Finanziamento: nessuno rivelato.

Risultati principali

  • Durante un follow-up mediano di 6,5 anni, 1.289 pazienti hanno sviluppato un evento CVD e 473 pazienti un evento cardiovascolare avverso maggiore (major adverse cardiovascular event, MACE) a 3 punti.
  • I livelli sierici di PCSK9 sono risultati significativamente più alti nelle donne rispetto agli uomini (297 ± 85 vs. 275 ± 87 ng/ml; P<0,001) e nei pazienti che usavano statine rispetto a quelli che non le usavano (323 ± 87 vs. 254 ± 74 ng/ml; P<0,001).
  • Livelli sierici innalzati di PCSK9 sono risultati associati a un aumento del rischio di CVD prevalenti (quartile 4 vs. 1: OR=1,51; IC 95%, 1,21-1,89; P<0,001).
  • Ogni aumento di 100 ng/ml delle concentrazioni sieriche di PCSK9 è risultato associato a un rischio 1,22 volte maggiore di CVD (IC 95%, 1,12-1,34; P=1,05×10-5).
  • I pazienti con livelli di PCSK9 nei quartili 2-4 (>230 ng/ml) presentavano, rispetto al quartile 1, un rischio 1,40 volte maggiore di MACE a 3 punti (P=0,0074).

Limiti

  • Studio osservazionale.
  • I risultati potrebbero essere applicabili solo alla popolazione caucasica.