Early access ai farmaci innovativi: la guida AIOM


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Notizie Mediche Univadis
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I medicinali contenenti una nuova sostanza attiva, secondo quanto previsto dal regolamento CE n. 726/2004, devono essere registrati attraverso la procedura centralizzata che li rende, in linea teorica immediatamente disponibili, dopo l’approvazione, in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea. Dal punto di vista pratico, però, è difficile per un paziente ottenere un farmaco non ancora regolarmente commercializzato nel proprio Paese.

In campo oncologico questo limite può ritardare l’accesso a cure innovative nei casi (non comuni ma purtuttavia esistenti) di pazienti teoricamente adatti alla cura.

 

Prontuari regionali e aziendali

Il primo passo da fare per permettere a un proprio paziente di accedere a un farmaco nuovo è verificare il proprio regolamento regionale. Molte Regioni, infatti, hanno attribuito carattere vincolante al proprio Prontuario regionale (le aziende sanitarie regionali non possono comprendere nei propri Prontuari terapeutici aziendali farmaci non preventivamente inclusi in quello Regionale) obbligando gli ospedali a scegliere i farmaci solo all’interno di una lista limitata che tenga anche conto delle ricadute della prescrizione ospedaliera sui consumi territoriali.

Altre Regioni italiane non dispongono, invece, di un Prontuario Regionale con immediata disponibilità del farmaco, il che si traduce in un’ampia variabilità interregionale.

 

Procedura 100 giorni

I farmaci orfani, di eccezionale rilevanza terapeutica e sociale, od ospedalieri, possono accedere, ai sensi del Decreto Balduzzi, convertito dalla legge 189/2012, alla cosiddetta “procedura 100 giorni”. Ciò significa che:

  1. la domanda di classificazione e prezzo può essere presentata all’AIFA prima del rilascio dell’autorizzazione all’immissione in commercio;
  2. il termine del procedimento è di 100 giorni, anziché 180, a partire dalla data di presentazione della domanda.

Si tratta di una procedura che può essere attivata dalla casa produttrice.

 

Legge 648/1996

La legge 648/1996 prevede invece la possibilità di erogare a carico del Servizio Sanitario Nazionale farmaci in due casi e con specifiche caratteristiche:

  1. Casi in cui non siano disponibili alternative terapeutiche valide 
  • medicinali innovativi, in commercio in altri Stati, ma non in Italia;
  • medicinali non ancora autorizzati, ma in corso di sperimentazione clinica;
  • medicinali da impiegare per una indicazione terapeutica diversa da quella autorizzata.

In tutti questi casi è necessaria l’esistenza di studi conclusi, almeno di fase II, che dimostrino un’efficacia adeguata con un profilo di rischio accettabile a supporto dell’indicazione richiesta.

 

2. Casi in cui siano disponibili alternative terapeutiche valide (art. 3 legge 79/2014) :

  • medicinali da impiegare per un’indicazione terapeutica diversa da quella autorizzata, purché tale indicazione sia nota e conforme a ricerche condotte nell’ambito della comunità medico-scientifica nazionale e internazionale, secondo parametri di economicità e appropriatezza.

I medicinali che abbiano acquisito parere favorevole dalla Commissione tecnico-scientifica dell’AIFA in base a questa legge vengono inseriti in un apposito elenco e, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, possono essere prescritti a totale carico del SSN per tutti i pazienti affetti dalla patologia individuata nel provvedimento e su tutto il territorio nazionale. La lista dei farmaci è consultabile su www.aifa.gov.it/legge-648-96.

Per richiedere l’inserimento di un medicinale nell’elenco della legge 648/96 è necessario inviare ad AIFA le seguenti informazioni, esclusivamente per via elettronica all’indirizzo 648.fondo5@aifa.gov.it:

  • Relazione di carattere scientifico sulla patologia che ne spieghi la gravità e l’assenza di una valida alternativa terapeutica.
  • Razionale, pubblicazioni scientifiche e dati clinici (studi di fase I e II) a supporto del trattamento proposto.
  • Descrizione del piano terapeutico proposto (dosaggio, durata della terapia, criteri inclusione ed esclusione).
  • Stima del numero di pazienti che potrebbero usufruire del trattamento sul territorio nazionale.
  • Stima di spesa per il trattamento proposto.
  • Informazioni concernenti sperimentazioni cliniche ancora in corso (per indicazione proposta).
  • Lo stato autorizzativo del medicinale in Italia ed all’estero con indicazioni dell’azienda produttrice o fornitrice.

 

Fondo AIFA 5%

Il fondo AIFA 5% rappresenta un fondo nazionale istituito dalla legge 326/2003 per l’impiego, a carico del Servizio Sanitario Nazionale, di farmaci orfani per il trattamento di malattie rare e di farmaci che rappresentano una speranza di cura, in attesa della commercializzazione, per particolari e gravi patologie.

A seguito dell’istituzione di questo fondo, le aziende farmaceutiche sono tenute a versare un contributo pari al 5% del proprio fatturato annuo, al netto delle spese del personale addetto.

Il 50% della somma versata viene poi stanziato da AIFA per la costituzione del fondo nazionale.

Dal 10 luglio 2019 sono state aggiornate le modalità per richiedere l’accesso al Fondo Nazionale AIFA, e tutte le informazioni sono disponibili al sito www.aifa.gov.it/fondo-nazionale-aifa.

Le richieste devono contenere le seguenti informazioni:

  • Razionale a supporto del trattamento proposto ;
  • relazione clinica del paziente ;
  • piano terapeutico proposto (dosaggio, durata della terapia) ;
  • preventivo di spesa per il trattamento proposto.

La richiesta di accesso al Fondo AIFA 5% deve essere trasmessa esclusivamente in formato elettronico dai Centri di riferimento che hanno in cura i malati all’indirizzo di posta elettronica 648.fondo5@aifa.gov.it, ma la prescrizione del trattamento off-label è di esclusiva responsabilità del medico curante.

Le richieste di accesso al Fondo 5% devono pervenire entro il giorno 10 di ogni mese, in modo da poter essere valutate entro il mese in corso. Anche i medici di famiglia possono contribuire alla relazione clinica per l’accesso a questo fondo, oppure avviare essi stessi la procedura.

 

Legge Di Bella

È bene ricordare che la legge 94/1998 (detta anche “Legge Di Bella”) consente la prescrizione da

parte di un medico, sotto la sua esclusiva e diretta responsabilità, di medicinali regolarmente in commercio, per uso al di fuori delle condizioni di registrazione, per un paziente che:

  • si ritiene non possa essere trattato utilmente con farmaci già approvati per quella indicazione terapeutica o via di somministrazione;
  • abbia dato il suo consenso ad essere trattato.

Al fine di somministrare un farmaco al di fuori delle indicazioni autorizzate per un uso personalizzato e in casi eccezionali, è necessario che:

  • il medico prescrivente si assuma la responsabilità della prescrizione;
  • il medico ottenga il consenso informato del paziente che dovrà assumere la terapia;
  • l’impiego della terapia prescritta sia noto e conforme a lavori pubblicati su riviste scientificamente accreditate in campo internazionale e con una elevata rilevanza scientifica.

Nel caso della prescrizione sulla base della legge 94/1998, la terapia è a carico del paziente o a carico dell’azienda sanitaria in caso di ricovero.

 

Uso compassionevole

Il 2 dicembre 2017 è entrato in vigore il Decreto Ministeriale che disciplina l’uso terapeutico di un medicinale sottoposto a sperimentazione clinica e abroga il Decreto Ministeriale dell’8 maggio 2003 sugli usi compassionevoli.

L’uso compassionevole è riservato a medicinali sottoposti a sperimentazione clinica, al di fuori della sperimentazione stessa, in pazienti affetti da malattie gravi o rare o che si trovino in pericolo di vita, quando, a giudizio del medico, non vi siano ulteriori valide alternative terapeutiche o nel caso in cui il paziente non possa essere incluso in una sperimentazione clinica o, ai fini della continuità terapeutica, per pazienti già trattati con beneficio clinico nell’ambito di una sperimentazione clinica almeno di fase II conclusa.

Il decreto stabilisce anche i criteri e le modalità per l’uso di farmaci non ancora autorizzati (in Italia, incluso l’uso per indicazioni terapeutiche diverse da quelle autorizzate nel riassunto delle caratteristiche del prodotto. La fornitura è a titolo gratuito da parte dell’azienda farmaceutica.

I farmaci devono:

  • essere già oggetto, nella medesima specifica indicazione terapeutica, di studi di fase III o II (o fase I per malattie rare e tumori rari);
  • avere dati disponibili sulle sperimentazioni sufficienti per formulare un favorevole giudizio sull’efficacia e la tollerabilità;
  • essere provvisti di Certificazione di produzione secondo le norme di buona fabbricazione (GMP).

La richiesta eviene presentata:

  • dal medico per il singolo paziente non trattato nell’ambito di studi clinici, per uso nominale o nell’ambito di programmi di uso terapeutico;
  • da più medici operanti in diversi centri o da gruppi collaborativi multicentrici;
  • dal medico o da gruppi collaborativi per pazienti che hanno partecipato a una sperimentazione clinica che ha dimostrato un profilo di tollerabilità, sicurezza ed efficacia tali da configurare un’indicazione di continuità terapeutica, anche a conclusione della sperimentazione clinica.

La documentazione deve essere trasmessa in formato elettronico all’Ufficio Sperimentazione Clinica dell’AIFA all’indirizzo mail usocompassionevole@aifa.gov.it. La richiesta deve essere approvata dal Comitato etico.

Rispetto al precedente decreto, quello del 2017 introduce importanti modifiche, in particolare riformula la definizione di uso compassionevole e viene introdotta la possibilità, per il trattamento di malattie rare e tumori rari, di utilizzare farmaci per cui siano disponibili soltanto dati da studi conclusi di fase I.

 

Procedura CNN

Infine alcuni farmaci possono essere commercializzati sul territorio italiano con procedura centralizzata prima che l’azienda farmaceutica abbia negoziato il prezzo presso AIFA se già autorizzati dall’EMA. In questo caso entrano a far parte di una lista di categoria CNN (fascia C, a carico del paziente, NN per non negoziati).

Questa norma accoglie la richiesta, inoltrata più volte da clinici e associazioni di pazienti, di rendere immediatamente disponibili le nuove molecole, subito dopo l’autorizzazione regolatoria, senza quindi attendere l’inserimento nei Prontuari Terapeutici Regionali.

L’intenzione del legislatore di garantire in tempi ragionevoli l’accesso ai nuovi farmaci ai pazienti italiani è apprezzabile ma, come spiega AIOM «nei fatti lo strumento legislativo si è invece tradotto in un ulteriore ostacolo alla disponibilità di molti prodotti perché, non essendone in questa specifica condizione possibile l’ottenimento del relativo rimborso, le aziende Sanitarie potrebbero non autorizzarne l’acquisizione (in quanto la spesa ricade sul proprio budget), con difformità di atteggiamenti sul territorio nazionale e disequità di accesso alle cure per i cittadini».