Dopo rivascolarizzazione coronaria percutanea ticagrelor è meglio in monoterapia


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • In pazienti sottoposti a rivascolarizzazione coronaria percutanea (PCI) ad alto rischio di complicanze, dopo 3 mesi di duplice terapia antiaggregante piastrinica, continuare la terapia con ticagrelor senza aspirina si associa a una minore incidenza di sanguinamenti clinicamente rilevanti rispetto all’uso di ticagrelor più aspirina.
  • La monoterapia non comporta un rischio più elevato di morte, infarto del miocardio o ictus.

 

Descrizione dello studio

  • Lo studio in doppio-cieco TWILIGHT ha arruolato 9.006 pazienti sottoposti a PCI ad alto rischio di complicanze ischemiche o emorragiche che sono stati trattati per 3 mesi con ticagrelor più aspirina.
  • I pazienti che non hanno avuto sanguinamenti maggiori o eventi ischemici ischemici (n=7.119) sono stati randomizzati per ricevere ticagrelor più aspirina o ticagrelor più placebo per 1 anno.
  • L’endpoint primario era un sanguinamento clinicamente rilevante (tipo 2, 3 o 5 secondo la classificazione Bleeding Academic Research Consortium [BARC]).
  • È stato valutato anche un endpoint composito che includeva morte per ogni causa, infarto del miocardio non fatale o ictus non fatale (margine di non inferiorità: 1,6 punti percentuali).
  • Fonte di finanziamento: AstraZeneca.

 

Risultati principali

  • L’incidenza dell’endpoint primario era 4,0% nei pazienti trattati con ticagrelor più placebo e 7,1% nei pazienti trattati con ticagrelor più aspirina (HR 0,56; IC 95% 0,45-0,68; P
  • L’incidenza di un sanguinamento di tipo 3 o 5 (classificazione BARC) era, rispettivamente 1% e 2% (HR 0,49; IC 95% 0,33-0,74).
  • L’incidenza dell’endpoint composito era 3,9% in entrambi i gruppi (differenza -0,06 punti percentuali [IC 95% da -0,97 a 0,84]; HR 0,99 [IC 95% 0,78-1,25], P

 

Limiti dello studio

  • Sono stati inclusi solo pazienti il cui clinico aveva già deciso l’uso di ticagrelor e aspirina.
  • I risultati sono applicabili solo ai pazienti in grado di tollerare 3 mesi di duplice terapia senza eventi avversi maggiori.

 

Perché è importante

  • Nei pazienti sottoposti a PCI, la duplice terapia antiaggregante piastrinica comporta un elevato rischio di sanguinamento.
  • I risultati dello studio mostrano che la transizione alla monoterapia con ticagrelor fornisce un beneficio senza provocare danni ischemici su un periodo di 1 anno.