Dopo la cessazione del fumo il rischio cardiovascolare si modella nel tempo


  • Cristina Ferrario - Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Tra i forti fumatori, la cessazione del fumo si associa a un rischio di malattia cardiovascolare (CVD) significativamente più basso entro 5 anni rispetto a chi invece continua a fumare.
  • Rispetto a chi non ha mai fumato, il rischio per gli ex-fumatori resta comunque significativamente elevato oltre 5 anni dopo aver smesso di fumare.

Descrizione dello studio

  • È stata effettuata un’analisi retrospettiva dei dati raccolti in modo prospettico dei partecipanti allo studio Framingham Heart Study (coorte originale e offspring) senza CVD al basale e seguiti fino a dicembre 2015.
  • Sono state valutate le abitudini al fumo (auto-riferite), gli anni dalla cessazione e gli anni-pacchetto cumulativi.
  • La principale misura di esito era la CVD incidente (infarto del miocardio, ictus, scompenso cardiaco o decesso per cause cardiovascolari).
  • L’analisi primaria ha incluso entrambe le coorti (aggregate) e ha incluso solo i soggetti definibili forti fumatori (uguale o superiore a 20 anni-pacchetto) in un momento qualunque della vita.

Risultati principali

  • Nella popolazione di studio sono stati inclusi 8.770 soggetti (coorte originale: n=3.805; coorte offspring: n=4.965) con un’età media di 42,2 anni e maschi nel 45% dei casi.
  • Sono stati identificati 5.308 soggetti con una storia di fumo con una mediana di 17,2 anni-pacchetto al basale, inclusi 2.371 forti fumatori (406 [17%] ex e 1.965 [83%] attuali).
  • In un follow-up mediano di 26,4 anni, si sono verificati 2.435 primi eventi di CVD (coorte originale: n=1.612 [n=665 tra i forti fumatori]; coorte offspring: n=823 [n=430 tra i forti fumatori]).
  • Nella coorte aggregata, rispetto agli attuali fumatori, la cessazione entro 5 anni è risultata associata a tassi significativamente più bassi di CVD incidente (incidenza per 1.000 anni-persona: attuali fumatori 11,56; cessazione entro 5 anni 6,94; differenza -4,51) e a un rischio più basso di CVD incidente (hazard ratio 0,61).
  • Nel confronto con chi non aveva mai fumato, la cessazione del fumo non è più risultata significativamente associata a un maggiore rischio CVD tra 10 e 15 anni dalla cessazione (tassi di incidenza per 1.000 anni-persona: soggetti mai stati fumatori 5,09; soggetti che hanno smesso entro 10 e

Limiti dello studio

  • La dimensione della popolazione analizzata è piccola rispetto a quella di altri studi sull’argomento.
  • Nella maggior parte dei casi non erano disponibili informazioni sull’esposizione al tabacco ambientale o da altre fonti.
  • La popolazione è composta soprattutto da soggetti bianchi di origine europea e i risultati potrebbero quindi non essere generalizzabili.

Perché è importante

  • Il fumo di sigaretta è un fattore di rischio riconosciuto per CVD.
  • Gli studi per valutare le variazioni del rischio nel corso del tempo dopo la cessazione non hanno portato a risultati definitivi e in molti casi non si fanno distinzioni tra ex-fumatori e chi non ha mai fumato.  
  • Dato il peso del fumo in termini di sanità pubblica, è importante conoscere in dettaglio i cambiamenti nel rischio CVD dopo la cessazione.