Discectomia per il trattamento della sciatica, endoscopica e tecnica open a confronto

  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
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Messaggi chiave

  • La discectomia endoscopica transforaminale (PTED) non è inferiore alla discectomia a cielo aperto nel ridurre il dolore alle gambe causato da ernia del disco lombare.
  • Gli esiti relativi a dolore, funzionalità, qualità della vita e recupero sono in favore della PTED, ma le differenze sono piccole e non clinicamente rilevanti.
  • La PTED è un’alternativa efficace all’intervento a cielo aperto.

 

Ai pazienti che si devono sottoporre a discectomia per curare la sintomatologia dolorosa provocata da un’ernia del disco lombare la tecnica standard, “open”, e la discectomia endoscopica transforaminale (PTED) possono essere proposte come alternative. È questa la conclusione di uno studio pubblicato sul British Medical Journal da un gruppo di ricercatori olandesi e statunitensi, il primo studio randomizzato controllato sull’argomento, che ha provato la non inferiorità della tecnica percutanea rispetto a quella tradizionale nella cura della sciatica.

Nonostante, come per altri interventi, fosse lecito supporre che la tecnica mini-invasiva presentasse dei vantaggi, gli studi condotti finora presentavano grossi limiti: mancanza di randomizzazione, casistica limitata e alto rischio di bias (in genere era coinvolto un solo chirurgo). Per colmare questa lacuna, gli autori dello studio hanno arruolato 613 pazienti che soffrivano da almeno 6 settimane di un dolore radiante su una gamba causato da un’ernia del disco a livello lombare. I pazienti sono stati randomizzati per la PTED (n=179) o la microdiscetomia aperta (n=309), eseguita in uno di quattro ospedali olandesi. L’esito primario era il dolore autoriferito a distanza di 12 mesi, misurato con una scala analogica visiva (range 0-100); il margine di non inferiorità era pari a 5 punti.

Un anno dopo l’intervento i pazienti assegnati alla PTED avevano un punteggio relativo al dolore alla gamba significativamente più basso rispetto a quelli assegnati alla tecnica standard (valore mediano 7,0 vs 16,0; differenza tra i gruppi 7,1% [95%CI 2,8-11,3). I pazienti operati con la tecnica endoscopica avevano perso meno sangue, avuto un ricovero più breve e una mobilizzazione più veloce rispetto agli altri. Altri esiti riferiti dal paziente, tra cui la qualità della vita legata alla salute e l’autopercezione del recupero, erano in favore della PTED. Il tasso di reintervento nei 12 mesi successivi alla discectomia era 5% nel gruppo PTED e 6% nel gruppo microdiscectomia.

“Prima di questo studio la PTED non era rimborsata da diverse compagnie di assicurazione perché mancavano evidenze dei benefici della PTED rispetto alla discectomia aperta nel trattamento della sciatica – sottolineano gli autori – Le decisioni future sulla discectomia lombare dovrebbero prendere in considerazione le preferenze del paziente, l’impatto del trattamento sul paziente e il costo del trattamento. Al di là dell’assenza di differenze clinicamente rilevanti tra le procedure, infatti, la PTED ha il vantaggio di facilitare la chirurgia in regime ambulatoriale, comporta minore perdita di sangue, minori tassi di complicanze, minor uso di oppiacei e una cicatrice più piccola a fronte di un tasso di reintervento sovrapponibile”.