Dimissioni mirate per aiutare i pazienti dopo ictus o TIA


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Un programma di dimissioni su misura potrebbe aiutare a ridurre la pressione sistolica in pazienti con pregresso ictus o attacco ischemico transitorio.
  • Il programma tiene conto delle caratteristiche culturali e delle capacità del paziente.
  • Servono ulteriori studi per confermare questi risultati.

Descrizione dello studio

  • Lo studio randomizzato e controllato, con un follow-up di 1 anno, ha coinvolto pazienti di diversa origine etnica con ictus/attacco ischemico transitorio (TIA) da lieve a moderato, arruolati in modo prospettico in 4 centri medici di New York City.
  • Sono stati identificati 1.083 pazienti eleggibili e 552 sono stati assegnati ai gruppi di studio.
  • In uno dei due gruppi è stato utilizzato l’approccio Discharge Educational Strategies for Reduction of Vascular Events (DESERVE), un programma di dimissioni disegnato in base alle caratteristiche culturali e alle capacità del paziente, e arricchito con un programma di follow-up mediante chiamate telefoniche da un coordinatore.
  • L’esito primario era la riduzione della pressione sistolica a 12 mesi dalla dimissione.
  • Fonte di finanziamento: National Institute of Neurological Disorders and Stroke-NIH.

Risultati principali

  • Dei 552 partecipanti randomizzati a DESERVE o alle cure standard, 180 erano ispanici (33%), 151 bianchi non-ispanici (27%) e 183 neri non-ispanici (33%).
  • A 1 anno di follow-up non sono emerse differenze significative tra i gruppi in termini di riduzione della pressione sistolica (β=2,5 mmHg; IC 95%: da -1,9 a 6,9).
  • Benché lo studio non fosse disegnato per effettuare analisi di sottogruppo, tra gli individui ispanici è stata osservata una riduzione clinicamente e statisticamente significativa della pressione sistolica nel gruppo intervento e superiore di 9,9 mmHg rispetto al gruppo cure standard.

Limiti dello studio

  • Gli interventi messi in campo nello studio potrebbero risultare non applicabili nella pratica clinica quotidiana.
  • Per alcuni dei partecipanti non è stato possibile ottenere misurazioni dirette (di persona) della pressione sanguigna.

Perché è importante

  • Le recidive dopo ictus o TIA sono piuttosto comuni soprattutto in alcuni gruppi etnici (afro-americani, ispanici).
  • I dati dimostrano che interventi mirati a stili di vita più sani sono efficaci in termini di prevenzione dei secondi attacchi.
  • Molti soggetti con rischio basso o intermedio potrebbero sottovalutare il rischio.