Digital Health 2017, premiato progetto pilota Inmi Spallanzani


  • Adnkronos Salute
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Roma, 12 ott. (AdnKronos Salute) - L'uso della televisita nel monitoraggio della persona con infezione da Hiv è al centro del progetto pilota Doc@Home premiato dal Digital Health Program. Il lavoro nasce dalla collaborazione dell'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma con due start-up, Dnm (Digital Narrative Medicine) e Ase (Archivio sanitario elettronico), e si pone come obiettivi quello di migliorare la comunicazione medico-paziente, facilitare l'autogestione della persona sieropositiva e favorire la collaborazione con i medici di medicina generale. Innovativo risulta essere, accanto all'impiego delle nuove tecnologie, l'uso della medicina narrativa in una patologia cronica, come l'infezione da Hiv, caratterizzata da tematiche di benessere fisico, ma anche di tipo psichico e sociale.

La Dnm facilita la condivisione del percorso di cura a distanza, consentendo al curante e al paziente di interagire da luoghi diversi. In particolare, l'integrazione della televisita con l'autovalutazione del paziente, attraverso modalità standardizzate ma anche narrative, rafforzano la relazione e l'empatia. L'Ase, oltre a garantire la privacy del paziente perché è personale, è consultabile e aggiornabile sempre ed ovunque. Si tratta di un'archivio in grado di conservare e catalogare dati clinici, referti di esami e immagini radiologiche, che può inoltre formulare statistiche aggregate sulla base dei dati inseriti. Le potenzialità associate all'impiego di queste tecnologie, spiega l'Inmi in una nota, trova ragione in diverse caratteristiche della popolazione Hiv-positiva seguita dai Centri per le malattie infettive in Italia oggi: la presenza di una solida e duratura relazione tra utente e centro clinico; l'elevata scolarizzazione tecnologica della maggior parte degli utenti e la necessità di monitoraggio della cura e dell'infezione da Hiv per tempi molto lunghi, probabilmente a vita.

Doc@Home consente al team curante, al paziente e al caregiver di interagire a distanza. Si prefigge di migliorare il rapporto dello staff medico-infermieristico con il paziente, attraverso un percorso strutturato e di personalizzazione del programma assistenziale, e inoltre di ridurre i costi dell'assistenza faccia a faccia.