Diabete, specialisti a Schillaci, 'più fondi per educazione su malattia'

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Roma, 14 nov. (Adnkronos Salute) - "A nome della comunità diabetologica italiana, chiediamo, di dedicare risorse sufficienti per migliorare l'accesso all'educazione sul diabete in Italia. Abbiamo bisogno di una buona educazione sul diabete oggi per prevenire la patologia e proteggere chi domani ne sarà affetto". E' quanto scrivono, in una lettera aperta, al ministro della Salute, Orazio Schillaci, Graziano di Cianni, presidente dell'Associazione medici diabetologi (Amd) e Angelo Avogaro, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid), nella Giornata mondiale dedicata alla malattia.

Nella lettera - resa pubblica dai due presidenti durante la presentazione, oggi a Roma, del progetto 'Il diabete una malattia molto Comune', in collaborazione con l'Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) - Amd e Sid sottolineano come "conoscenza e una formazione adeguate possono, senza dubbio, arrestare l’incremento del diabete e migliorare gli esiti nelle persone affette". La lettera, infatti, "ha lo scopo di richiamare l'attenzione su quanto sia fondamentale migliorare le conoscenze relative alla malattia diabetica nel nostro Paese: ciò sia per gli operatori sanitari, sia per i cittadini affetti da tale patologia che per le istituzioni".

Gli investimenti nell'educazione e nella cura del diabete "contribuirebbero a ridurre la prevalenza delle complicanze legate alla malattia e l’ingente spesa che ne consegue. E’ il momento di agire ora. L’Italia si impegna al raggiungimento degli obiettivi dell'Oms entro il 2030 per quanto riguarda il diabete: l'80% delle persone affette da diabete deve avere una diagnosi appropriata; l'80% delle persone con diagnosi di diabete deve avere un buon controllo della glicemia; l'80% delle persone con diagnosi di diabete deve avere un buon controllo della pressione arteriosa; il 60% delle persone con diabete dai 40 anni in su deve assumere statine; il 100% delle persone con diabete di tipo 1 deve beneficiare dell’automonitoraggio della glicemia e avere accesso alla terapia con le insuline più innovative. Perseguire tali obiettivi non sarà possibile senza migliorare la conoscenza e la formazione sul diabete e, soprattutto, sui danni causati da questa patologia".

Dagli ultimi dati pubblicati in letteratura, si legge ancora nella lettera, "il diabete risulta la terza patologia a causare una riduzione dell'aspettativa di vita nelle persone di età compresa tra i 40 e i 75 anni: l’unica patologia, tra le più importanti, che ha incrementato questo triste primato tra il 1990 e il 2019".

Si stima, ricordano Di Cianni e Avogaro, che "in Italia, quasi 5 milioni di persone siano affette da questa patologia, che 1 milione di persone non sappia di avere il diabete, che circa 4 milioni di persone abbiano un rischio elevato di sviluppare il diabete. Si stima, inoltre, che circa 500 persone muoiano ogni anno a causa del diabete, e 9 persone ogni ora per cause collegate alla malattia".

Il diabete in Italia, continua la lettera, "costa oltre 20 miliardi di euro l’anno, dei quali 9 mld per spese dirette ovvero farmaci, ospedalizzazioni ed assistenza e 11 miliardi per spese indirette, quali perdita di produttività e spese a carico del sistema previdenziale. Dalle precedenti valutazioni si evince quanto sia urgente investire nella formazione degli operatori sanitari e dedicare risorse sufficienti all'educazione e alla cura del diabete per le persone affette da questa patologia. Quando il diabete non viene rilevato o trattato in modo inadeguato, le persone con diabete sono ad alto rischio di complicanze gravi e pericolose per la vita", concludono gli specialisti.