Diabete gestazione: uno stile di vita sano per diminuire il rischio di diabete di tipo 2

  • Alessia De Chiara
  • Notizie dalla letteratura
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  • Le donne colpite in passato da diabete gestazionale che riportavano livelli ottimali in tutti i 5 fattori di rischio analizzati dallo studio hanno oltre il 90% di rischio in meno di sviluppare il diabete di tipo 2 di quelle che non aderivano a tali livelli.
  • Vi era un’associazione inversa tra il numero di fattori di rischio con livelli ottimali e il rischio di diabete, anche tra le donne sovrappeso/obese o con elevata suscettibilità genetica alla patologia.

Uno studio pubblicato su BMJ ha analizzato l’associazione tra 5 fattori di rischio modificabili e il rischio di incorrere nel diabete di tipo 2 in un gruppo di donne che avevano sofferto di diabete gestazionale in gravidanza, scoprendo che più alto era il numero di fattori con un livello ottimale a cui le partecipanti aderivano più basso era il rischio di sviluppare la malattia negli anni successivi. Un’associazione inversa che restava persino nelle donne in sovrappeso o obese oppure che presentavano un maggior rischio genetico per il diabete.

Lo studio ha coinvolto 4.275 donne con una storia di diabete gestazionale partecipanti al Nurses’ Health Study II, 924 (21,6%) delle quali hanno sviluppato il diabete di tipo 2 durante i circa 28 anni di follow-up. In base a quanto riportato dalle donne in merito a 5 fattori di rischio modificabili (indice di massa corporea o IMC, qualità della dieta, attività fisica, consumo di alcol e abitudine al fumo), i ricercatori sono andati ad analizzare l’aderenza delle partecipanti ai livelli ottimali di tali fattori di rischio: non essere né obese né in sovrappeso (IMC inferiore a 25), seguire una dieta di alta qualità, fare regolarmente esercizio (almeno 150 minuti a settimana a intensità moderata o almeno 75 ad alta intensità), consumare alcol in moderazione (tra i 5 e i 14,9 grammi al giorno) e non fumare.

I fattori di rischio sono stati analizzati singolarmente e poi in maniera combinata. L’IMC presentava l’associazione più forte con il rischio di diabete. Gli HR erano pari a 2,75, 5,72 e 16,38 per un IMC rispettivamente di 23-24,9, 25-29,9 e di almeno 30, rispetto a un IMC inferiore a 23. È emerso che il numero di fattori di rischio con livelli ottimali era inversamente correlato al rischio di diabete di tipo 2. Le donne che presentavano livelli ottimali in tutti i 5 fattori, rispetto a quelle con livelli non ottimali, avevano un rischio più basso di oltre il 90% di sviluppare il diabete. Ogni qual volta si riscontrava un fattore di rischio in più con un livello ottimale, il rischio si abbassava. In particolare, gli HR per il diabete calcolati erano 0,94 per un solo fattore di rischio con livelli ottimali, 0,61 per 2 fattori, 0,32 per 3, 0,15 per 4 e 0,08 per 5.

“Questo studio sottolinea la notevole opportunità della sanità pubblica per la prevenzione del diabete di tipo 2 in questa popolazione ad alto rischio” scrivono i ricercatori.