Diabete di tipo 2, strategie ipoglicemizzanti ed esiti cardiovascolari: il ruolo del peso corporeo


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • I farmaci e le strategie ipoglicemizzanti riducono il rischio di eventi aterosclerotici fatali e non fatali nei pazienti con o a rischio di diabete di tipo 2.
  • L’effetto sull’insufficienza cardiaca è neutro, ma varia a seconda del tipo di intervento: gli interventi che promuovono la perdita di peso corporeo mostrano un effetto favorevole.
  • I benefici sugli esiti cardiovascolari e sull’insufficienza cardiaca si osservano anche nei pazienti senza patologie cardiovascolari pregresse.

 

Descrizione dello studio

  • Una revisione sistematica della letteratura ha permesso di identificare 30 studi randomizzati in cui erano state testate strategie ipoglicemizzanti in soggetti con o a rischio di diabete di tipo 2 (n=225.305).
  • Erano eleggibili gli studi con almeno 1.000 partecipanti adulti, che includevano gli eventi cardiovascolari maggiori (MACE) tra gli esiti e con un follow-up >12 mesi; sono stati esclusi gli studi che arruolavano pazienti con un evento cardiovascolare acuto.
  • Fonti di finanziamento: Heart and Stroke Foundation of Canada, Heart and Stroke Foundation of Ontario, University of Toronto.

 

Risultati principali

  • Dopo un follow-up medio di 3,8 anni, 23.016 partecipanti (10,2%) hanno avuto MACE e 8.169 partecipanti (3,6%) hanno avuto un episodio di insufficienza cardiaca.
  • L’uso di ipoglicemizzanti abbassava il rischio di MACE rispetto alla cura standard o al placebo (OR 0,92; P
  • L’intensità e l’effetto sul rischio variavano per classi di farmaci e strategie ipoglicemizzanti.
  • Per ogni kg in meno nel peso corporeo si osservava una riduzione relativa del 5,9% nel rischio di insufficienza cardiaca (P
  • Nei trial in cui sono stati valutati interventi che promuovevano la perdita di peso (GLP-1 analoghi, SGLT-2 inibitori, interventi intensivi sugli stili di vita), la riduzione del rischio di MACE era consistente nei partecipanti con (RR 0,87) e senza (RR 0,92) malattia cardiovascolare alla baseline.
  • Similmente, la riduzione la riduzione del rischio di insufficienza cardiaca era consistente nei partecipanti con (RR 0,80) e senza (RR 0,84) malattia cardiovascolare alla baseline.

 

Limiti dello studio

  • Gli studi erano moderatamente eterogenei.

 

Perché è importante

  • Una metanalisi del 2015 aveva evidenziato che l’uso di ipoglicemizzanti in soggetti con o a rischio di diabete di tipo e si associava a una modesta riduzione degli eventi cardiovascolari aterosclerotici e a un aumento del rischio di insufficienza cardiaca, anche se con risultati eterogenei.
  • Questa nuova metanalisi include 16 nuovi grandi trial.