Dermatite atopica, trattamenti sistemici a confronto

  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
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  • Rispetto a dupilumab, diverse dosi di abrocitinib, baricitinib, tralokinumab e upadacitinib hanno mostrato associazioni con una riduzione dei punteggi dell’Eczema Area and Severity Index (EASI) in pazienti con dermatite atopica.
  • L’analisi propone stime dell’efficacia relativa dei diversi trattamenti che potrebbero aiutare i medici nelle loro scelte terapeutiche.

Non tutti i farmaci per la dermatite atopica sono uguali in termini di efficacia. Lo dimostra uno studio recentemente pubblicato su JAMA Dermatology nel quale è stata portata a termine una metanalisi di rete per confrontare diversi trattamenti immunomodulanti sistemici in pazienti con forme moderate o severe della patologia.

“In genere l’efficacia di questi trattamenti per la dermatite atopica viene valutata rispetto a placebo e mancano studi testa a testa che mettano a confronto diversi farmaci” spiegano gli autori, guidati da Aaron M. Drucker, della University of Toronto e del Women’s College Hospital di Toronto (Canada), primo nome dell’articolo.

Con la recente metanalisi i ricercatori hanno aggiornato un loro precedente lavoro, aggiungendo ai dati già analizzati quelli provenienti da 21 nuovi studi, per un totale di 60 studi e 16.579 pazienti coinvolti.

“Oltre al punteggio EASI, abbiamo analizzato anche le associazioni dei trattamenti con altri indici e scale di misurazione degli esiti: Patient Oriented Eczema Measure (POEM), Dermatology Life Quality Index (DLQI) e Peak Pruritus Numeric Rating Scales (PP-NRS)” precisano Drucker e colleghi che hanno incluso nell’analisi studi su trattamenti della durata di 8 o più settimane con agenti immunomodulanti.

I risultati del confronto mostrano differenze tra i diversi farmaci presi in considerazione. In dettaglio, i trattamenti giornalieri con abrocitinib (200 mg) e upadacitinib (30 mg) sono risultati associati a punteggi EASI leggermente migliori rispetto a quello con dupilumab. Upadacitinib alla dose di 15 mg/die è risultato associato a modifiche dei punteggi EASI simili a quelle osservate con dupilumab. Altri tipi di trattamento (abrocitinib 100 mg/die, baricitinib 4 mg e 2 mg/die e tralokinumab 300 mg/ogni 2 settimane) sono risultati associati a punteggi leggermente peggiori.

“Per quanto riguarda gli altri indici o scale prese in considerazione, abbiamo osservato andamenti simili a quelli emersi per il punteggio EASI” precisano i ricercatori, che poi concludono: “Questi dati potrebbero essere utili anche del percorso, condiviso con il paziente, verso la scelta della strategia terapeutica migliore”.