Depressione resistente: la terapia elettroconvulsivante è un’opzione possibile anche economicamente


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Secondo un’analisi di modeling matematico, negli USA la terapia elettroconvulsivante (TEC) risulta essere un’opzione di trattamento con un buon rapporto costo-efficacia per la depressione resistente alle terapie.
  • Da un punto di vista di economia sanitaria, la TEC dovrebbe essere presa in considerazione dopo il fallimento di 2 o più linee di farmacoterapia e/o psicoterapia.
  • L’offerta della TEC nelle fasi precoci del trattamento della depressione resistente potrebbe migliorare notevolmente gli esiti in questa popolazione difficile da trattare.

Descrizione dello studio

  • Grazie all’utilizzo di un modello analitico che integra dati su efficacia clinica, costi ed effetti sulla qualità di vita (QoL) della TEC rispetto alla combinazione farmacoterapia/psicoterapia, è stato  simulato il trattamento della depressione su un orizzonte di 4 anni dal punto di vista delle aziende che si occupano di fornire ai pazienti servizi medici, dispositivi o farmaci.
  • I dati di input sono stati ricavati da metanalisi, studi randomizzati e osservazionali in pazienti con depressione, utilizzando - quando possibile - dati relativi solo a pazienti USA con depressione maggiore non psicotica.
  • Sei diverse strategie per l’incorporazione della TEC nel trattamento della depressione (dopo il fallimento di un numero differente di linee di farmacoterapia/psicoterapia, da 0 a 5) sono state confrontate con l’assenza di TEC.
  • Le principali misure di esito includevano: remissione, risposta e non risposta della depressione; QALY (quality-adjusted life-years); costi in dollari USA al valore del 2013 e rapporti incrementali costo-efficacia.
  • Le strategie con un rapporto incrementale costo-efficacia uguale o inferiore a 100.000 dollari per QUALY sono state considerate economicamente convenienti.
  • Fonte di finanziamento: Department of Veterans Affairs Health Services Research and Development Services.

Risultati principali

  • È stata simulata una popolazione con età media di 40,7 anni, composta per il 62,2% da donne.
  • Nel corso di 4 anni, le proiezioni hanno indicato una riduzione del tempo con depressione non controllata grazie alla TEC, con i maggiori miglioramenti osservati con utilizzo precoce della TEC.
  • L’uso di TEC in terza linea di trattamento è risultato economicamente conveniente con un ICER (tasso incrementale di costo-efficacia) di 54.000 dollari per QALY (anno di vita aggiustato per qualità), ed è rimasto tale in diversi tipi di analisi (di scenario, univariata).
  • Tenendo conto di tutte le incertezze relative i dati di input, è possibile stimare una probabilità del 74-78% che almeno una delle strategie di uso della TEC sia economicamente vantaggiosa e una probabilità del 56-58% che la TEC in terza linea sia la strategia ottimale.

Limiti dello studio

  • L’utilizzo di un modello implica una serie di semplificazioni. 
  • La maggior parte dei dati sui costi sono datati (oltre 10 anni) e relativi soprattutto a pazienti con assicurazioni private; restano inoltre dubbi sui costi della TEC.
  • Utilizzando dati da studi clinici si limita la generalizzabilità dei risultati e la loro validazione in altri contesti.

Perché è importante

  • La TEC rappresenta un’efficace opzione di trattamento per i pazienti con depressione maggiore e la sua efficacia è superiore a quella della farmacoterapia.
  • Nonostante ciò, l’utilizzo di TEC resta basso, specie in Europa, per diverse ragioni, tra le quali stigma sulla metodica, eventi avversi e mancanza di accesso alla terapia.
  • Anche i costi elevati sono stati menzionati tra i possibili ostacoli all’utilizzo della TEC, sebbene in alcuni contesti possa rivelarsi conveniente dal punto di vista economico.
  • Non ci sono dati certi che quantifichino il rapporto costo-efficacia della TEC, né indicazioni su quando inserirla nel trattamento della depressone resistente alle terapie.