Depressione resistente ai trattamenti, niente di fatto per la minociclina

  • Alessia De Chiara
  • Notizie dalla letteratura
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  • L’aggiunta di un trattamento con minociclina alla terapia antidepressiva è stato ben tollerato, ma non ha ridotto, rispetto al placebo, i sintomi depressivi di pazienti con depressione resistente ai trattamenti.

In persone affette da depressione resistente ai trattamenti, una terapia di sei settimane con minociclina alla dose di 200 mg al giorno, in aggiunta ai farmaci antidepressivi standard, non ha portato alcun vantaggio rispetto al placebo. È quanto emerge da uno studio pubblicato su JAMA Network Open. Un risultato che, a detta degli autori, rappresenta una “battuta d’arresto” nell’ambito delle strategie di trattamento di tipo antinfiammatorio per questa popolazione di pazienti.

La possibilità di utilizzare la minociclina per la depressione resistente ai trattamenti nasce da diverse ipotesi. Oltre a ricerche effettuate su modelli animali, nei quali l’antibiotico ha mostrato effetti antidepressivi probabilmente mediati degli effetti benefici sull’attivazione delle microglia, alcuni piccoli studi clinici randomizzati ne hanno suggerito l’efficacia in pazienti con disturbo depressivo maggiore. “Tuttavia, i campioni di piccole dimensioni e le popolazioni eterogenee dei precedenti studi giustificano trial più ampi e ben controllati per dimostrare un presunto effetto antidepressivo della minociclina” spiegano gli autori.

MinoTRF, questo il nome dello studio, è stato condotto in Germania presso nove siti ospedalieri e ha incluso persone tra i 18 e i 75 anni con una diagnosi di disturbo depressivo maggiore. Tra i criteri di inclusione vi erano una risposta inadeguata al trattamento antidepressivo convenzionale e il fatto di seguire una terapia con antidepressivi da almeno sei settimane e rimasta stabile nelle ultime due. I partecipanti sono stati randomizzati ad assumere per sei settimane, in aggiunta al trattamento standard, minociclina cloridrato alla dose di 200 mg al giorno o un placebo, per poi essere seguiti per un follow-up di sei mesi.

Le analisi hanno riguardato 168 pazienti, con età media di circa 46 anni e un punteggio MADRS (Montgomery Åsberg Depression Rating Scale) al basale pari a 26,5. Il trattamento con minociclina, pur ben tollerato , non ha alterato rispetto al placebo la gravità della depressione alla scala MADRS misurata alla sesta settimana. Inoltre, non sono stati osservati effetti significativi del farmaco su outcome secondari che includevano la remissione (punteggio MADRS <9) e una riposta (50% di riduzione del punteggio MADRS) dopo sei settimane di trattamento.

“I risultati di questo studio clinico randomizzato suggeriscono la necessità di interventi terapeutici e biomarcatori più efficaci per questa condizione clinica eterogenea” scrivono i ricercatori.