Declino cognitivo: l'aggiunta di dati strumentali migliora il modello predittivo clinico e genetico


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggio chiave

  • In soggetti anziani non affetti da demenza, un modello predittivo che include la PET amiloide, la PET tau e lo spessore della corticale misurato mediante MRI è significativamente migliore nel predire il declino della memoria rispetto al modello che considera solo variabili cliniche e genetiche.
  • La differenza è piccola e la rilevanza clinica è da definire.

Descrizione dello studio

  • Sono stati analizzati 480 partecipanti di uno studio di coorte popolazione sull’invecchiamento cognitivo.
  • I partecipanti non erano affetti da demenza e la loro valutazione clinica includeva l’imaging PET dell’amiloide (A) e della proteina tau (T) e l’imaging MRI dello spessore della corticale (N); ogni parametro era classificato come anormale (+) o normale (-).
  • Le variabili considerate dal modello clinico erano età, sesso, istruzione, condizioni cardiovascolari e metaboliche, genotipo APOE.
  • L’esito primario era la memoria (punteggio composito).
  • L’analisi ha esplorato l’associazione tra le variabili e il declino della memoria e valutato se il profilo AT(N) migliorava il modello predittivo basato solo sulle variabili cliniche e genetiche.
  • Fonti di finanziamento: National Institutes of Health, Alexander Family Professorship of Alzheimer's Disease Research, GHR Foundation.

 

Risultati principali

  • Il follow-up mediano era 4,8 anni (IQR 3,8-5,1); l’età mediana era 67 anni (IQR 65-73) nel gruppo A-T-(N)- e 83 anni (76-87) nel gruppo A+T+(N)+.
  • Il 92% dei partecipanti non aveva problemi cognitivi; il gruppo A+T+(N)+ era quello con la più alta percentuale (30%) di soggetti con lievi problemi cognitivi.
  • Il profilo AT(N) migliorava la previsione della performance di memoria rispetto al modello clinico che includeva solo i parametri clinici e genetici (R2 da 0,26 a 0,31; P
  • La memoria declinava più velocemente nei gruppi A+T+(N)+, A+T+(N)- e A+T-(N)+ rispetto agli altri 5 gruppi (P=0,002).

 

Limiti dello studio

  • Altre misure composite di declino cognitivo legato all’età potrebbero essere più sensibili rispetto alla misura composita della memoria.

 

Perché è importante

  • Il declino della memoria è un elemento di preoccupazione clinica nei pazienti anziani.
  • Questo studio illustra la potenziale utilità clinica dei biomarcatori AT(N) per predire il declino della memoria a breve termine.