Ddl violenza operatori approda in Aula alla Camera, al via esame


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Roma, 11 mag. (Adnkronos Salute) - Carcere fino a 16 anni per chi aggredisce medici, operatori sanitari, socio-sanitari o incaricati di pubblico servizio nell'esercizio di attività di cura, assistenza sanitaria e soccorso; sanzioni amministrative da 500 a 5mila euro; procedibilità d'ufficio e obbligo per le aziende sanitarie di costituirsi parte civile nei processi. E ancora: protocolli operativi con le forze di polizia per garantire interventi tempestivi, e l'istituzione di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie. Queste le misure principali del disegno di legge 'anti-violenza in corsia', il cui testo, in 11 articoli, approda oggi in Aula alla Camera, in seconda lettura, dopo l'ok del Senato lo scorso settembre, e le modifiche apportate dalle Commissioni Giustizia e Affari sociali.

Dunque, tra le principali misure, l'articolo 4 estende al personale sanitario o socio-sanitario e agli incaricati di pubblico servizio nello svolgimento di attività di cura, assistenza sanitaria e di soccorso, le stesse pene previste nell'articolo 583-quater del codice penale. Ovvero "lesioni gravi o gravissime - se commesse ai danni di un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive - sono punite con pene aggravate: per le lesioni gravi reclusione da 4 a 10 anni e per le lesioni gravissime reclusione da 8 a 16 anni". L'articolo 6 prevede inoltre che i reati di percosse e lesioni siano procedibili d'ufficio quando ricorre l'aggravante che consiste nell'avere agito in danno di operatori sanitari.

Salvo che il fatto costituisca reato, sono previste, all'articolo 10, sanzioni amministrative da 500 a 5.000 euro, per "chiunque tenga condotte violente, ingiuriose, offensive, ovvero moleste" nei confronti del personale sanitario.

E ancora, l'articolo 7 introduce "l'obbligo" per le aziende sanitarie, le pubbliche amministrazioni, le strutture e servizi sanitari, socio-sanitari e sociali pubblici, privati o del privato sociale a costituirsi parte civile nei processi di aggressione. Il ddl mira inoltre a prevenire le violenze in corsia: l'articolo 8 prevede infatti che le strutture sanitarie o socio-sanitarie prevedano "nei propri piani per la sicurezza, misure volte ad inserire specifici protocolli operativi con le forze di polizia per garantire interventi tempestivi".

Viene poi istituita - all'articolo 9 - la "Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari", allo scopo di sensibilizzare la cittadinanza ad una cultura che condanni ogni forma di violenza. La giornata si celebrerà annualmente in una data da definire con decreto del ministro della Salute di concerto con i ministri dell'Istruzione e dell'Università e ricerca.